Quanti di voi hanno Sky avranno notato lo spot Sky liberi di… che va in onda in questo periodo. C’è una ragazza che afferma di non aver fatto mai brutti pensieri fino a quando non ha visto Dexter; un ragazzo riccioluto che afferma di non essere mai stato allo stadio fino a quando non ha visto una partita in HD. E poi un signore che parla di sogni. Il tipo è in un ambiente tutto bianco, con un libro bianco sulle ginocchia e gli occhiali inforcati. Guarda in camera, si toglie gli occhiali e dice (cito a memoria): “Non avevo mai sognato ad occhi aperti. Poi [pausa ad effetto] ho visto Pandora”. Seguono scene di Avatar e la voce fuori campo che declama la superiorità di Sky.
Secondo i pubblicitari, dunque, non sono i libri che ti fanno sognare, ma la televisione. Anche perché la televisione la puoi vedere in alta definizione, senza problemi (l’attore si toglie gli occhiali quando parla di televisione) mentre per leggere un libro devi mettere gli occhiali, fare uno sforzo sia per leggere che per provare a immaginare. Quindi, perché leggere? Meglio la televisione, no?
Eppure a me quello che affascina della lettura è proprio quello sforzo di provare a immaginare come potrebbe essere questa o quella scena, questo o quel personaggio. Un film, per bello che sia, ti costringe a vedere il mondo come l’ha concepito il regista. Un libro, invece, lo ricrei a modo tuo. E scusate se è poco.
Foto | Flickr
elisfera
24 ago 2011 - 09:05 - #1rimango sempre stupita dalle bassezze a cui arrivano i pubblicitari pur di vendere. la tv, per quanto di qualità possa essere, non aiuterà mai a sviluppare la fantasia, l’immaginazione e il sogno quanto lo fa un bel libro… i film e i prodotti di valore sono certamente utili ma in altri modi, in altri campi.
ran_syellina85
24 ago 2011 - 18:40 - #2ma non ho proprio parole…io ho sky (o meglio dei miei) e non ho ancora visto la pubblicità .. che tristezza
iness
04 set 2011 - 13:58 - #3finalmente qualcuno l’ha detto! amo tantissimo i film e il cinema, ma i libri danno quella libertà che la televisione ti nega, la libertà di creare tu stesso i personaggi, i luoghi, le scene, così da sentirti coinvolto nella storia, quanto nella creazione di essa