Eccola qui, la provocazione dell’articolista del Telegraph Jemima Lewis, che riprende la notizia del “libro impermeabile”, che sarà commercializzato nel 2012. Si tratta di un volume stampato in una speciale carta waterproof. Ma ce ne era davvero bisogno? si chiede Lewis.
Ora, a parte la considerazione che non ogni innovazione tecnologica solo perchè nuova è destinata al successo - e che quindi non sappiamo se mai nessuno comprerà il libro waterproof - mi soffermerei sulle motivazioni della provocazione della Lewis, che riguardano l’essenza stessa dell’oggetto libro.
Secondo Lewis, chi se ne importa, in definitiva, se il nostro volume viene schizzato di gocce d’acqua mentre siamo in piscina, o, come scrive lei, ci cade un po’ di crema da sole o il sugo degli spaghetti. Non abbiamo più, ai nostri tempi, quel rispetto reverenziale destinato all’oggetto-libro che esisteva secoli fa, possiamo anche “rilassarci”. Allora, finito un libro in edizione economica, è meglio “buttarlo nel cassone della carta da riciclare”.
A parte la mia brutta reazione a questa ultima frase, in effetti anche io mi domando a cosa ci servirà il libro “impermeabile”. In genere sono tali quelli che regaliamo ai bambini nei primi anni di vita (difficile non sbriciolarli quando si fa il bagnetto) ma a noi cosa servirà? Anche io amo leggere in vasca ma basta un po’ di accortezza in fondo no?
A meno che non si faccia la vita da avventurieri, è chiaro. Ma l’utilità per la massa dei libri waterproof mi è oscura: per la vita di tutti i giorni, non basta un po’ di cura? Ma forse, decideremo di acquistare in carta ultraresistente i titoli che amiamo particolarmente e che vogliamo conservare intatti più a lungo: appena letto, cercai forsennatamente una copertina impermeabile per il mio amatissimo Maestro e Margherita. Abbiamo più paura di perdere le cose che più amiamo, si sa.
angeles97
08 ago 2011 - 15:55 - #1Io sinceramente non trovo di nessuna utilità in un libro impermeabile, certo mi incacchierei se in piscina viene sporcato dalla crema solare, o col sugo, ma come detto nell’articolo di sare, basta un po’ di accrotezza, nn c’è bisogno di leggere, persino sott’acqua, bvasta una sdraio un po’ d’ombra e puff il gioco è fatto, nn vedo perchè comprare questi libri waterproof. Mi trovo in disaccordo con Lewis, cioè a me importa se cade l’acqua su un mio libro, importa eccome! Il succo di quel che ho detto è: Trovo che questa nuova “cosa” impermeabile sia di totale inutilità…!
Arturo Robertazzi
09 ago 2011 - 11:02 - #2… meglio l’e-reader impermeabile, no?!
Kris!!!
11 ago 2011 - 01:06 - #3Da piccolo ogni tanto provavo a leggere nella vasca da bagno. Era piacevole: rilassava sia il corpo che la mente. Allora mi sarebbe servito un libro impermeabile… ho dovuto ricomprare il 4° harry potter perchè ormai la mia copia era metà annacquata
rica93
12 ago 2011 - 14:00 - #4io invece credo che sia un’idea carina….. cioe a me piacerebbe un casino poter leggere un bel libro in piscina senza la paura che si possa bagnare e rovinare :)