
Bellissima iniziativa della catena di librerie Giunti al Punto, presente in tutta Italia. Dal primo al 31 agosto sarà possibile acquistare libri da destinare ai reparti pediatrici degli ospedali italiani, per tutti quei bambini e ragazzi, fino a 14 anni, che stanno vivendo un momento difficile, talvolta drammatico, e sono costretti a essere ospedalizzati. Si potrà scegliere tra tutti i libri destinati al pubblico giovane. Per favorire questo bel gesto di solidarietà, le librerie Giunti al Punto hanno deciso di offrire anche uno sconto del 15% sui libri che l’acquirente deciderà di destinare all’iniziativa; se le case editrici hanno in atto campagne promozionali con sconti maggiori prevarranno, ovviamente, quelli. Non che nell’ambito della solidarietà si debba considerare questo aspetto ma, sfruttare, ad esempio, lo sconto del 30% di Mondadori su tutti gli Oscar Bestsellers può essere sicuramente un aiuto in più, visto che può consentire di comprare e regalare non un solo libro ma, magari, tre.
Io ho fatto così, ad esempio, e ho acquistato i primi tre libri (quelli che aveva la libreria Giunti al Punto della mia città) della famosa saga tecno-fantasy (*) per ragazzi, per ora in 5 volumi, La Guerra degli Elfi, di Herbie Brennan.

Ma non ho certo finito qui. Fra qualche giorno andrò in vacanza e poichè so che anche nel luogo in cui mi recherò è presente una libreria Giunti al Punto (ce ne sono 160 in tutta Italia…) vedrò di fare qualche regalo anche a bambini e ragazzi del reparto pediatrico dell’ospedale di quella città.
Credo davvero che un bel libro, ricco di fantasia e di avventure, o di illustrazioni, per i pazienti più giovani, sia un bel modo per cercare di far sorridere questi piccoli sfortunati… almeno per un po’…
L’iniziativa della catena Giunti al Punto per donare libri ai reparti pediatrici italiani è realizzata in collaborazione con la Fondazione ABIO Italia e con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Pagina Facebook dell’iniziativa: qui.
Enrico Prevot
05 ago 2011 - 09:55 - #1ma come bellissima iniziativa? sarebbe una bellissima iniziativa, se Giunti mettese mano ai forzieri e li regalasse i libri, direttamente - un nuovo espediente per tirar su quattrini speculando su una situazione di disagio, sono esterefatto!!!
Portosh74
05 ago 2011 - 11:51 - #2Concordo con il post precedente…. è quantomeno vergognoso…
Incassa Giunti e paga il cliente…
Complimenti vivissimi…
Dovreste stigmatizzare questa iniziativa che è quanto di più
vilmente commerciale, mascherato, e anche malamente, da iniziativa di solidarietà.
ayesha
05 ago 2011 - 16:37 - #3Giunti, come ogni casa editrice, è un’Azienda, non un’ONLUS, per cui queste chiacchere stanno a zero. Oltre al fatto che lo sconto del 15% sui libri acquistati per l’iniziativa sono esattamente soldi che l’azienda non incassa e che quindi rientrano nella voce beneficienza.
Nonostante questa levata di scudi giustizialista e qualunquista, ben vengano iniziative che, in un modo o nell’altro, spingono la gente ad aiutare il prossimo. E se poi i soldi che ci mette l’azienda promotrice sono solo il 15% di tot… poco importa. Francamente.
Sergio B.
05 ago 2011 - 18:27 - #4Scusi Ayesha, ma non è mica il caso di parlare di levata di scudi, giustizialismo e quant’altro. Si tratta di comunicazione, e quindi fino a prova contraria, come tutta la comunicazione, è soggetta al libero giudizio; non è che se si mettono in mezzo i bambini malati tutto sa subito di santità e diventa ingiudicabile.
L’iniziativa è delle librerie e non della casa editrice; vuole dirmi che le librerie facendo lo sconto del 15% stanno rinunciando interamente al loro guadagno? Questo vorrebbe dire che nel caso in cui si utilizza uno sconto maggiore per via di una promozione in atto (lo sconto del 30% sugli oscar di cui Lei parla), già prima la libreria non guadagnava nulla? Ovvio che non è così. Dunque, mi scusi se oso fare il giustizialista anch’io, ma poiché la regola di base di qualsiasi operazione finalizzata alla beneficenza è che chi la fa non deve guadagnare un soldo, non si presenta affatto come una bella iniziativa (e questo proprio in virtù del fatto che qui si tratta di un’azienda e non di una onlus, poiché la onlus può anche pensare di trattenere una piccola quota per ripagarsi le spese di struttura, l’azienda lo deve fare attraverso altri canali).
Dunque, forse la comunicazione (peraltro molto cheap) non è completa, ed effettivamente Giunti al punto non guadagna nulla dall’operazione, magari perché versa la sua parte di quanto guadagnato attraverso un’altra formula. Ma così com’è presentata, e come lei stessa sostiene, non è una bella operazione.
ayesha
05 ago 2011 - 19:15 - #5Io ritengo che le società promotrici di eventi benefici che siano anche aziende è sufficiente che si facciano, appunto, promotrici di iniziative.
Iniziative che, altrimenti, non avrebbero luogo. Il fatto che poi tali aziende abbiano anche un guadagno, peraltro, in questo caso ridotto dallo sconto, non inficia la bontà dell’azione promossa.
Il cui fine ultimo è quello di regalare libri a bambini ospedalizzati.
Se l’azienda non avesse promosso questa iniziativa, i bambini non avrebbero ricevuto nessun libro.
Questo è quello che mi interessa.
E una catena di 160 librerie può veramente fare la differenza.
Sergio B.
06 ago 2011 - 09:34 - #6Non si può assolutamente usare la finalità di beneficenza per vendere più libri (e oltre tutto per gli ospedali pediatrici, il massimo del ricatto morale!). È una turbativa spregevole del mercato. Speriamo tutti che non sia così, perché sarebbe un altro limite morale abbattuto. A quanto pare, con l’aggravante che molti non capiscono la tristezza della faccenda…
ayesha
06 ago 2011 - 11:00 - #7Preferiresti davvero che non ci fossero iniziative di questo tipo, pur di non far guadagnare un’azienda?
Spero davvero di no.
Perchè significherebbe che, pur di salvaguardare un principio, figlio, a parer mio, di una prospettiva malevola e tendenziosa, ti negheresti la possibilità di fare un’azione meritevole a favore di chi ha bisogno.
E, francamente, a chi può importare l’azienda (tutte ci guadagnano. Sempre. Perchè anche la pubblicità derivante di un’azione senza apparente guadagno immediato porta introiti futuri, ovviamente…)… dicevo, a chi può importare l’azienda (che non è un’organizzazione senza scopo di lucro, ricordiamolo) e le sue casse, se grazie alla sua idea noi possiamo fare del bene al prossimo?
ayesha
06 ago 2011 - 18:11 - #8Comunicazione: da domani sarò in vacanza per un paio di settimane, quindi, probabilmente, non riuscirò a rispondere a ulteriori commenti, se non con molta difficoltà.
La chiuderei così, quindi: entrambi le tesi sono sostenibili.
Ognuno compia scelte secondo quelle che ritiene più adatte al proprio modo di pensare. :-)
ladyexila
19 ago 2011 - 21:44 - #9Sono d’accordo con Ayesha, è un bel gesto, non vedo perché se si guadagna qualcosa facendo un’opera buona si “sfrutta” i malati mentre se la si fa gratis allora è una bella cosa, in ogni caso sarebbe comunque una pubblicità e quindi un tornaconto, tutti devono guadagnare, se poi loro potrebbero permettersi di regalare libri o no poco c’entra, da libraia io stessa so bene che misero ricavo si ha a fare questo mestiere. Rinunciare al 15% dei guadagni mi sembra già un gesto benintenzionato, nessuno li ha obbligati a farlo quindi potevano semplicemente lasciar stare se avessero voluto, e al di là del fatto che ci guadagnino o meno fornire libri ai ragazzi è un bel gesto, potevano regalarglieli, se glieli avessero regalati avrebbero potuto anche mandare della gente a leggerglieli, e poi che altro? Insomma se si fa qualcosa si potrebbe sempre fare di più, cominciamo ad apprezzare almeno il poco che si fa, e pensiamo a chi non fa invece niente! Non mi pare un gesto “triste” che dei ragazzi malati ricevano libri gratis, mi sembra triste chi non muove assolutamente un dito per il prossimo (e invece di impiegare il suo tempo così fa cose inutili, tipo, criticare la giunti su un blog, a buon intenditor…) E non vi passa per la testa che così facendo si sensibilizza anche la gente? Un conto è scrivere “giunti regala 20.000 libri agli ospedali” e un conto è che i clienti in prima persona siano disposti a spendere senza tornaconto per fare del bene altrui, e magari è una cosa che ricorderanno in futuro e faranno altro. Per concludere, soldi o meno grazie a questa iniziativa gli ospedali avranno libri gratis, se non avete fatto un gesto maggiore per beneficenza voi stessi non dovreste giudicare così male. Chiaramente senza offesa per nessuno! =) Mi spiace solo vedere con quanto cinismo viene accolta un’opera che ha un buon fine. E tanto di cappello ad Ayesha che ha aderito.
ayesha
24 ago 2011 - 11:25 - #10E spero siano stati in molti a farlo, anche in vacanza! :-)
p.s. concordo in pieno con quello che hai detto. :-)
princessrosy
31 ago 2011 - 08:06 - #11Io da brava maestra elementare, che ha lavorato alla Giunti prima come assistente alle vendite e ora come lettrice per bambini, ho scelto un bellissimo libro illustrato credo che volar via con la fantasia quando si è in ospedale sia bellissimo, io ho avuto due sorelle ospedalizzate, nessuna delle due è sopravvissuta, credo che se qualcuno in quei giorni duri avesse portateto loro dei libri sai quanto importava di come ci fossero arrivati, credo che chi parla tanto di senso della giustizia, in questo caso, dovrebbe farsi qualche settimanella in quei reparti e non voglio aggiungere altro pe il bene dei miei nervi.
ayesha
31 ago 2011 - 11:13 - #12Un abbraccio forte @ princessrosy.
princessrosy
02 set 2011 - 19:31 - #13:) grazie ayesha