Vento letterario, la fiera dell'editoria "di qualità"

locandina dell'evento "Vietata la partecipazione agli editori a pagamento". E' questo l'imperativo di Vento letterario (22-24 luglio, Finale Ligure), la prima fiera del libro in Italia che seleziona le case editrici partecipanti in base alla loro politica editoriale e cioè alla scelta di pubblicare o meno con il contributo economico dell'autore. L'intento è di tracciare un confine netto tra le realtà "sfornalibri" il cui unico criterio di scelta dei titoli è il portafogli dell'autore e quelle che invece pubblicano solo i testi che ritengono validi e se ne accollano tutte le spese.

Oltre agli stand con i libri, la fiera propone una mostra-mercato e varie presentazioni. Gli editori di questa seconda edizione saranno: Araba Fenice Edizioni, Centofiori, Creazioni letterarie Guido Ferrari, Edizioni Saecula, Extratorino, Fratelli Frilli editori, Il Foglio Letterario, Intermezzi Editore, La Corte Editore, Las Vegas edizioni, Linea BN Lineadaria Editore, minimum fax, Miraggi edizioni, Stampa Alternativa – Nuovi Equilibri, Zerounoundici. Booksblog ha rivolto qualche domanda a Carlotta Borasio, di Las Vegas, la casa editrice che ha organizzato l'iniziativa.

In cosa si differenzia Vento letterario dalle altre fiere sull'editoria?
Nell'essere una fiera dedicata esclusivamente alle case editrici che investono su un libro perché credono che abbia del potenziale e non in base a quanto può pagare l'autore. Senza alcun guadagno se non quello proveniente dalla vendita dei libri l'editore è obbligato a lavorare sul libro per renderlo appetibile per i lettori e questo a partire dalla selezione.

Quali sono le difficoltà quotidiane di una casa editrice "non a pagamento"?
La difficoltà maggiore è riuscire a sopravvivere. Ogni anno vengono stampati tantissimi libri, lo spazio nella librerie è molto ridotto e per forza di cose anche l'attenzione e il tempo del lettore. La percentuale che l'editore guadagna sul prezzo di copertina è minima soprattutto se si tiene conto che la distribuzione trattiene il 60%. Sopravvivere? Difficile ma se lo ritenessimo impossibile non saremmo qui.

Voi pubblicate molti esordienti, come se la passa secondo te la narrativa contemporanea nostrana?
La situazione della narrativa in Italia secondo me è interessante soprattutto quando si scava nel sottobosco formato da piccoli/medi editori. Può sembrare interessato ma io parlo soprattutto da lettrice. I grandi editori sono obbligati a pubblicare libri che non sempre brillano per qualità. Frasi di una certa lunghezza, un certo tipo di vocabolario, un certo tipo di personaggio che fa presa sul pubblico. Nulla di male, ma a un certo punto ci si può stufare di essere trattati come conformi a un target invece che come lettori. Questo non toglie che si può trovare libri brutti a qualsiasi livello. Bisogna riappropriarsi della libertà di scegliere.

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