Se si chiede a un poeta il significato di una poesia, allora vuol dire che il poeta non è stato bravo (o, se volete, che bravo non è stato il lettore). Lo stesso dicasi del perché una poesia piace o non piace: non ci sono motivi apparenti o, meglio, non è facile (né, forse, utile) dire/scrivere perché una poesia è piaciuta. Ho trovato molto belle le poesie di Italo Testa ne La divisione della gioia (Transeuropa Edizioni). La raccolta si snoda attraverso tre percorsi (cantieri, la divisione della gioia, confluenze), più un incipit e un explicit sempre in poesia. Trenta poesie che, come suggerisce il titolo, sono una sud-divisione della gioia: e la poesia – come la gioia – quando è suddivisa aumenta, non diminuisce.
Una lettura piacevole, con il vigore di versi finemente cesellati e che rispecchiano situazioni di ordinaria quotidianità.
Sbadatamente
una bottiglia di plastica, tagliata
a metà, sul ripiano del lavabo
mi hai lasciato, quando te ne sei andata,
per innaffiare il nostro amore:ma io mi dimentico, ed evado
le tue consegne, di giorno in giorno
la luce si ritira, io me ne vado
lasciando i nostri fiori in abbandono,e così, sbadatamente, continuo
a camminare per le strade, solo,
a fuggire, allarmato, dal tuo bene,per rincasare, affranto, a sera
scoprendo la felicità inattesa
delle tue piante ancora vive, e nuove.
Italo Testa
La divisione della gioia
Transeuropa, 2010
ISBN 978-88-7580-105-2
pp. 88, euro 9,50
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