Alberto Bevilacqua: secondo l'autopsia è morto per un'insufficienza multiorgano

L'autopsia effettuata sulla salma dello scrittore, deceduto lo scorso 9 settembre, evidenzia che la morte è sopraggiunta per insufficienza multiorgano.

Alberto Bevilacqua

Insufficienza multiorgano a seguito di uno scompenso cardiaco: è questo l'esito dell'autopsia condotta sulla salma di Alberto Bevilacqua presso la clinica romana Villa Mafalda, in cui era ricoverato dallo scorso ottobre. Secondo Francesco Caroleo Grimaldi, l'avvocato che assiste la sorella dello scrittore, Anna:

Purtroppo quando c'è un lungo decorso, si va a generare un deficit del sistema immunitario che produce complicazioni (come piaghe da decubito o infezioni) che alla lunga non possono che condurre a un esito letale.

I primi accertamenti sono stati eseguiti oggi presso l'istituto di medicina legale dell'Università La Sapienza. Chiosa l'avvocato Caroleo Grimaldi:

Non sembrerebbero emersi aspetti che possano denotare qualsivoglia deficit al livello di assistenza e di terapia.

In pratica le cure prestate dalla Casa di Cura Villa Mafalda sarebbero state adeguate alle condizioni di salute di Alberto Bevilacqua.

Quattro medici indagati per la morte di Alberto Bevilacqua

Sono quattro gli indagati per la morte dello scrittore Alberto Bevilacqua: il cardiologo Antonio Ciccaglioni, l'anestesista Claudio Di Giovanni, l'ex direttore sanitario professor Mario Maggio e l'operatore sanitario Giuseppe Gentile. Tutti si sono occupati di Alberto Bevilacqua nel corso degli undici mesi di ricovero presso la clinica Villa Mafalda. L’ipotesi di reato è quella di omicidio colposo.

Negli scorsi mesi i legali di Michela Macaluso, compagna di Bevilacqua, avevano presentato una denuncia contro ignoti per lesioni colpose, ritenendo che Villa Mafalda non fosse adeguata per le condizioni dello scrittore che vi era stato ricoverato l’11 ottobre del 2012 per uno scompenso cardiaco.

La Casa di Cura Villa Mafalda, però, non ci sta a queste accuse e in una nota

ribadisce fortemente la correttezza dell'operato dei propri Sanitari, già evidenziato chiaramente dalla perizia disposta dall'autorità giudiziaria che ha riconosciuto, senza alcun dubbio, l'ineccepibilità della cure prestate al Prof. Alberto Bevilacqua, sconsigliandone addirittura il trasferimento presso altra struttura.

Continua la nota della clinica:

Ovviamente, essendo stata disposta un'autopsia – che è un accertamento tecnico irripetibile – la Procura della Repubblica, come atto di garanzia, ha assicurato ai Sanitari la facoltà di potersi avvalere di un proprio consulente tecnico. Siamo certi che la vicenda si concluderà riconoscendo il corretto operato dei Sanitari che hanno avuto in cura il compianto Prof. Bevilacqua. La Casa di Cura si riserva di tutelare i propri interessi in sede giudiziaria a seguito delle gravi e numerose inesattezze riportate in questi giorni dai media.

Disposta l'autopsia per chiarire le cause del decesso dello scrittore


Quali sono le cause della morte di Alberto Bevilacqua? È questa la domanda che circola in rete appena appresa la morte dello scrittore. La compagna di Bevilacqua, Michela Miti (nome d'arte di Michela Macaluso), infatti, ha chiesto l’autopsia per far luce sulla vera causa della sua morte.

Nei mesi scorsi lo scrittore era stato ricoverato per scompenso cardiaco: il ricovero era avvenuto presso la clinica romana Villa Mafalda. Già allora Michela Miti aveva presentato un esposto alla procura di Roma contro la clinica per lesioni colpose: secondo la donna la clinica non voleva concedere il trasferimento di Alberto Bevilacqua in una struttura pubblica. Dal canto suo la clinica affermava che per lei avevano valore le disposizioni di Anna, la sorella dello scrittore, che aveva espressamente richiesto che Alberto rimanesse presso di loro.

Per ora la causa ufficiale della morte di Alberto Bevilacqua è arresto cardiocircolatorio, ma la procura di Roma ha già autorizzato l’autopsia, a seguito della richiesta della sua compagna avvenuta tramite l’avvocato Rosa Zaccaria. La famiglia dello scrittore è fermamente contraria all’autopsia.

Addio ad Alberto Bevilacqua, narratore e poeta

Alberto Bevilacqua

, scrittore e regista, è morto a Roma: era malato da tempo e recentemente era stato ricoverato per scompenso cardiaco.

Alberto Bevilacqua era nato a Parma nel 1934. Nel 1955 ha pubblicato il suo primo volume di racconti, dal titolo La polvere sull’erba e nel 1961 la silloge poetica dal titolo L’amicizia perduta. Nel 1962 scrive il romanzo Una città in amore (che poi riscrive nel 1970) e nel 1964 dà alle stampe La Califfa, storia di una bella popolana che diventa amante di miliardario (oggi diremmo milionario) e poi tornare, alla morte di lui, alla povertà di prima. Il libro è stato portato dallo stesso autore sul grande schermo.

Inanella premi letterari uno dietro l’altro: nel 1966 il Campiello per Questa specie d'amore; nel 1968 lo Strega per L’occhio del gatto (in cui indaga gli inquieti rapporti del sentimento); seguono il Bancarella nel 1972 per Un viaggio misterioso (ricordi autobiografici in quel di Parma) e di nuovo nel 1991 per I sensi incantati. Nel 2000 si aggiudica il premio Stresa di narrativa per La polvere sull’erba e nel 2011 La camera segreta vince il Premio Nazionale Letterario Pisa per la sezione poesia. I suoi libri sono pubblicati soprattuto da Mondadori e Einaudi.

Su Booksblog lo ricordiamo con una sua poesia, dal titolo Diletto poco prima dell’alba, in cui il protagonista si interroga su come potrebbe durare in eterno il rapporto d’amore che lo lega alla donna amata, che riposa accanto a lui nel letto:

Copula che nella prima luce
s’inoltra fra noi da ladra furtiva
a sua volta rubata
alle tue membra giovani
ancora intorpidite da un fondo di sogno

è il tuo cucino velato
dal tuo sudore di sonno così buono,
è il tuo cuscino che mi porterei via
per continuarla la copula
quando già sarò
la stinta fotografia
di me che, a casa, ritroverai forse un domani.


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