Ugo Mursia Editore ha da poco ripubblicato un classico della letteratura italiana: Il mio Carso di Scipio Slataper (1888-1915) con un’acuta prefazione di Diego Zandel.
Come è noto Il mio Carso è stato pubblicato nel 1912 è un’autobiografia lirica suddivisa in tre parti che corrispondono all’infanzia, alla giovinezza e alla maturità di Scipio Slataper che è al contempo autore e protagonista del testo. Attraverso un uso vario della lingua (che strizza l’occhio a espressioni dialettali) e a un periodare asciutto che permette di apprezzare il testo senza tanti fronzoli, l’autore pone risalto la bellezza, la salubrità e la vividezza della natura – e del Carso in particolare – contro la malattia e la corruzione che vigono in città. E la bellezza senza pari della natura permette anche di poter elaborare il lutto e il dolore per il suicidio di Anna, la sua amata, e per la morte della madre.
Sono disteso nell’era. Sugli occhi mi sventola il sole con il tremolio soffuso degli ulivi. Giunge giunge pieno di salute e di gioia il maestrale dell’Adriatico. Abbrividisce il verde mare di Grignano, e sprazza in innumeri fiamme e scintille dorate, e la fresca pace mi penetra disciogliendomi come terra di marzo. In bocca balza un canto ingenuo e composto. […] Dolce è riposare così, amando delicatamente questa lunga erba e palpitare persi con lo sguardo nel cielo. Io sono una dolce preda desiderosa d’inghiottirsi nella natura.
Scipio Slataper
Il mio Carso
prefazione di Diego Zandel
Mursia, 2011
ISBN 978-88-425-4734-1
pp.132, euro 12