Elogio del tempo perso, di Sandra Dema

Ma è poi così grave “perdere” tempo? E dove lo conservate voi, tutto il tempo che risparmiate? Evidentemente se iniziamo a ragionare così la logica non ci aiuta, ma leggendo Elogio del tempo perso, di Sandra Dema, riusciamo a capire come rendere piacevole il tempo dei nostri bambini, e metterlo a loro disposizione.

Oggi, fa notare giustamente l'autrice di Elogio del tempo perso, Sandra Dema, i bambini sentono di non averlo più, il tempo. Invece, guarda un po', bisogna imparare a perdere il tempo per riprenderselo. E la strategia è proprio “farsene beffe” . Come?

Prima parola d’ordine è fermarsi, “per cancellare la parola fretta perché la fretta non permette di sentire e osservare”. Seconda parola d’ordine è scegliere “per cancellare la parola abitudine che non permette di agire e impegnarsi”. Terza parola d’ordine è fare, per “cancellare la parola indifferenza in quanto questa non permette di condividere e partecipare.”

Messi in pratica vuol dire: un libro diviso in quattro parti. La prima in cui si “guardano” degli oggetti che in realtà nella loro vita precedente erano tutt'altro. La seconda parte, rimboccandosi le maniche, consente di creare insieme. A partire magari proprio dalla rete di plastica che contiene l'aglio, oppure dal coperchietto di alluminio degli yogurt, vecchi calzini o t-shirt, è possibile ricreare spugne, pupazzi per giocare, biglietti d'auguri.

Ma anche dei cuscini che cambiano faccia o il divertente gioco da tavolo Shangai, grazie magari agli stecchini per fare gli spiedini di carne al forno. E poi i tappi dei flaconi della tinta per capelli della mamma si trasformano in una trottola, con le dovute istruzioni (consultare al proposito anche il piccolo vocabolarietto finale con i rimedi della nonna visto che anche per la cura della casa non si butta via niente, dall'acqua in cui si è cotta la pasta alle bucce di banana).

Poi c'è la terza parte, con delle ricettine facili facili e molto appetitose (dai muffin alle chips di frutta, passando per barrette di cereali o mousse al cacao...) per cucinare insieme merende e piccoli spuntini mooolto graditi a tutti (anche ai grandi).

Segnalo anche un'altra parte che mi è piaciuta molto, l'ultima, quella in cui oltre a riflettere su quale sia il tempo degli oggetti e della natura, e l'origine del “troppo” in cui siamo immersi, l'autrice riporta dei giochi per imparare appunto a “prendere in giro” il tempo. Che si allunga o si accorcia a seconda di quel che facciamo (e con l'aiuto di una clessidra è possibile scoprirlo). Perchè il tempo è possibile anche mimarlo o “scambiarlo” fra amici, con il dovuto occorrente!

Sandra Dema
Elogio del tempo perso
Meridiana ed.
14 euro

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