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Storie di donne del medioevo, di Susanna Berti Franceschi

Pubblicato: 28 giu 2011 da Roberto Russo

Storie di donne del medioevo, di Susanna Berti FranceschiDel medioevo si parla sempre al maschile. Uno dei testi fondamentali per lo studio di questo periodo storico è proprio L’uomo medievale di Jacques Le Goffe. E le donne? Che fine hanno fatto le donne medievali? Un illuminante saggio di Susanna Berti Franceschi cerca di colmare un po’ questa lacuna. Il titolo del “saggio romanzato” (questo il nome della collana in cui è inserito, è Di regine, di sante e di streghe. Storie di donne del medioevo ed è pubblicato per i tipi di Elmi’s World.

Il Medioevo fu un momento politico e culturale nel quale alcune donne ebbero grande luce sociale e intellettuale e godettero, almeno rispetto ad altre fasi storiche, di libertà e possibilità di autodeterminazione. […] Ci furono donne di grandissimo potere politico, che regnarono da sole ed esercitarono autorità indiscussa su enormi territori […] Troviamo poi le sante e le mistiche, donne che, in realtà, oggi sarebbero definite intellettuali o opinion leader […] Ma il confine tra pensiero intellettuale, misticismo ed eresia è un confine assai labile, ed ecco le streghe, donne che esercitarono un forte potere culturale, quello che riguarda il controllo del corpo.

La Berti Franceschi presenta, così, venticinque donne medievali (nove regine – o comunque donne di potere, nove sante e sette streghe) che mostrano il volto femminile del medioevo e, con esso, svelano aspetti che troppo spesso la storiografia tende a dimenticare. Personalmente non avrei suddiviso così nettamente le sezioni, ma capisco che, in questo modo, una trattazione sistematica se ne avvantaggia.

Susanna Berti Franceschi
Di regine, di sante e di streghe. Storie di donne del medioevo
Elmi’s World, 2011
ISBN 978-88-897192-03-9
pp. 128, euro 15

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1 commento

Commenti dei lettori

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  • Cristinatonello

    28 giu 2011 - 14:14 - #1
    1 punto
    Up Down

    I numerosissimi saggi di Le Goff scandagliano la vita medievale e ne narrano in modo puntuale i molteplici aspetti.
    Il bel libro della Franceschi, invece, percorre con un rapido volo d’uccello tutto il territorio europeo, attraversando una dozzina di secoli, scendendo in picchiata su venticinque personaggi e accendendo i riflettori su di loro. Sono venticinque donne che bucano lo schermo, casi clamorosi, ognuno a suo modo.
    Ha ragione Roberto Russo a notare che la categorizzazione strizza i personaggi in spazi che stanno loro molto stretti, spesso. Ma mi pare il caso di precisare che l’autrice è totalmente consapevole di questo fatto, tant’è vero che, prima di iniziare la sua carrellata lungo le tre direttrici (regine – sante – streghe), offre al lettore una “guida” specifica. Afferma lei stessa che una distinzione netta non è possibile, proprio perché i personaggi addirittura appartengono, a volte, a più di una categoria (regine sante, mistiche considerate streghe, sante visionarie); e anche perché i tre termini usati a volte si riferiscono a personaggi che, a voler essere precisi, non sarebbero da definire in quel modo. La papessa Giovanna, ad esempio, viene “narrata” tra le regine perché come quelle è donna di potere, anche se in un ruolo molto particolare.
    Quel titolo e quella suddivisione in capitoli non sono però una banale semplificazione, perché, pur schematizzando, forniscono in modo forte e nitido la descrizione degli ambiti in cui le donne hanno avuto potere nel medioevo: un certo tipo di politica, un certo tipo di cultura, un certo tipo di spiritualità! Ruoli importantissimi, dunque, ma ben lontani da quelli che ci interessano oggi (democrazia e laicità in primis), centrali per capire quale forza la donna ha avuto nel passato e quale, invece, vuole avere nel presente.

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