Passione copertine: sul New York Times quelle rifiutate dagli editori

copertineUna proposta di copertina, scrive il New York Times per introdurre una simpatica gallery di copertine “scartate”, può essere affossata per una miriade di ragioni. “E’ troppo scura, è troppo chiara (le copertine bianche non rendono bene su Amazon), fa somigliare troppo il libro a un romanzo young adults, non piacerà al pubblico maschile”.

Come scrive la testata, per un libro di alto profilo le “prove di copertina” possono arrivare a una cinquantina (anche se in genere ci si ferma a non più di una dozzina). E così copertine molto belle come quelle pubblicate a corredo dell’articolo vanno ad essere scartate. Ce ne sono alcune che assomigliano al quaderno a righe delle elementari o a certe scritte con i pastelli a cera (L’uomo autografo di Zadie Smith), altre che somigliano a schizzi di pennarello su cartoni legati con lo spago.

In alcune le singole parole del titolo vengono scritte ognuna su un pennarello diverso oppure in cui titolo e autore sono inseriti sull’etichetta di una scatola di medicine (Presunto innocente, di Scott Turow). La mia preferita? Quella in cui le lettere sono formate, come in un poutpourry politically un-correct, da fili, semi, radici, farfalle in miniatura. Ricreatevi gli occhi con la photogallery, qui.
Via | Sole24 Ore

  • shares
  • +1
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina: