La letteratura funzionerà in tv? Considerazioni sul talent show Masterpiece

Commenti in libertà a margine del talent show letterario di RaiTre.

La letteratura funzionerà in tv? Considerazioni sul talent show Masterpiece

Sabato 24 agosto si sono chiuse le iscrizioni a Masterpiece, il programma televisivo di RaiTre che andrà alla ricerca di talenti letterari. Le iscrizioni si sarebbero dovute chiudere il 23 ma, come leggiamo sul sito della Rai, “a causa di problemi tecnici dovuti al sovraffollamento di richieste sul server, che hanno impedito la compilazione del form di iscrizione a Masterpiece per una parte della giornata del 23 agosto, il bando rimarrà aperto tutta la giornata del 24 agosto”.

In soldoni, in Masterpiece autori noti giudicheranno i lavori di scrittori in erba. Ma, si chiedono i nostri colleghi di Tvblog, la letteratura funzionerà in tv?

Spettacolarizzazione della cultura? Tentativo di approfondimento libresco sulla scia di quello musicale con Bollani? Un modo per far rivivere i libri in tv sulla scia di Per un pugno di libri? O c’è, dietro l’angolo, il rischio che una materia difficilmente televisiva come la scrittura non si presti affatto alla trasposizione catodica? Staremo a vedere.

Staremo a vedere. Anche perché il romanzo vincitore sarà pubblicato da Bompiani e avrà una tiratura di centomila copie. Non solo: sarà presentato anche al Salone del Libro di Torino.

Tutto bello, certo. Però… ci sono dei però. A cominciare dal titolo: visto che si vuole promuovere la letteratura italiana, perché scegliere una parola inglese? Perché fa più rima con Masterchef? Se fosse così, sarebbe tristissimo.

Inoltre, se è vero che le immagini servono per trasmettere un’idea, che idea c’è dietro a questo talent show, visto che la foto che accompagna il bando è quella di un uomo giovane, con cappello nero, sigaretta in bocca, e, udite udite, che scrive a macchina? Senza considerare l’epic fail di mettere la radio sullo sfondo: quasi a dire che ci provano, ma lo sanno benissimo che non è un programma per la tv. Anche perché andrà in onda in seconda serata.

Ma andiamo avanti: se l’intento è quello di valutare gli scritti, perché per iscriversi è necessario inviare un video di presentazione dell’opera. Ok: è opzionale. E allora la foto (anzi, le foto, come leggiamo sul sito della Rai: “due foto che vi ritraggono in primo piano e figura intera”). Si dirà: ma è un programma per la televisione, ovvio che si debba valutare anche l’aspetto fisico. Esatto, è un programma per la televisione. Ma lo sarà anche per chi ama la scrittura o chi ama la lettura?

E poi ci sono quelle centomila copie cartacee a cui si affiancherà la versione eBook. Notava qualche tempo fa Giampaolo Simi a proposito delle “centomila copie”:

E alla fine l’editoria italiana crollò sotto i colpi dei best seller. Sembra assurdo, come dire che un fiume muore per troppa acqua. Ma cifre e rumours sembrano indicare costantemente questo […] Da anni ormai molti editori – non soltanto grandi – lavorano con questo principio di base: meglio avere un autore da centomila copie che dieci autori da diecimila copie l’uno. Se un solo albero assicura tutta la frutta di cui si ha bisogno, perché farsi il mazzo a curare un’intera piantagione?

Per poi chiosare:

Ma il modello non funziona. Il grande albero ha bisogno di continui puntelli perché la sua parte visibile, per quanto maestosa, è ormai sproporzionata rispetto alle radici. Il raccolto forzato dà frutta sempre più insapore e acerba. Perfino il consumatore, adesso, se ne accorge. Ho scritto di proposito consumatore (figura feticcio dell’editoria che ambisce a soddisfare bisogni di massa), e non lettore. Perché i lettori, quelli veri, quelli definiti forti, se ne sono già accorti, e da quel dì. Se ne sono accorti a proprie spese, prima della crisi. Di fronte ai cannoneggiamenti del best seller unico i lettori forti sono fuggiti. Impauriti, diffidenti, talvolta risentiti. Adesso saranno sulla loro poltrona preferita a leggersi un classico o un autore emergente che il mass market non considera performante. Loro, almeno, sani, salvi e felici. Persi nel loro piacere di sempre, e sempre nuovo.

Profondamente vero, non trovate?

Le iscrizioni, dicevamo, si sono chiuse il 24 agosto che era anche l’anniversario della nascita di Jorge Luis Borges (1899). Tra le sue frasi, troviamo la seguente:

Stampando una notizia in grandi lettere, la gente pensa che sia indiscutibilmente vera.

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