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Il mullah Omar, di Massimo Fini: la contestata biografia di un terrorista

Pubblicato: 17 mag 2011 da Andrea Coccia

Il mullah Omar, di Massimo Fini: la contestata biografia di un terrorista Chi conosce l’inconfondibile stile di Massimo Fini, chi è abituato a leggere i suoi pezzi, sa bene con quanta precisione egli sia capace di delineare l’esatta dimensione delle contraddizioni del mondo occidentale. Lo ha sempre fatto, con rigore e onestà intellettuale invidiabili e quasi insuperati in Italia, sia su quotidiani e riviste - memorabili i suoi pezzi sull’Europeo - sia nei suoi numerosi pamphlet.

Non è certo sorprendente, dunque, che l’autore abbia scelto di dedicare questo suo ultimo pamphlet, pubblicato neanche un mese fa da Marsilio, a un “indifendibile” come il mullah Omar, una figura tanto misteriosa quanto aprioristicamente e unanimemente condannata dal mondo occidentale, che lo ha sigillato sotto l’etichetta incontrovertibile di terrorista.

Eppure Massimo Fini, che contro le etichette incontrovertibili e gli stampini da “anima bella” si è sempre scagliato, ci prova e, raccontando la storia di questo personaggio molto particolare, “riservato e di poche parole, timido, quasi umile”, molto lontano dalle figure dei leader occidentali - arroganti e lontani anni luce dalla realtà - prova a scardinare ancora una volta i battenti arrugginiti del benpensantismo che domina in Occidente, mettendo di fronte tutti noi davanti alle profonde ipocrisie che regolano la formazione delle nostre opinioni.

Come sempre, dunque, Fini colpisce nel punto molle della nostra società, vale a dire quella convinzione di superiorità e di fede assoluta e cieca nei propri valori che riescono a trasformare quello che noi crediamo essere un giusto relativismo rispettoso e aperto verso le culture altrui, in un cieco assolutismo culturale che non ci consente di vedere più in là del nostro naso.

Un libro da leggere, insomma, se non altro per mettere alla prova la nostra capacità di mettere in gioco le nostre opinioni più radicate, tra le quali quella che definisce i Talebani come dei barbari, primitivi e sanguinari è una delle più comuni, diffuse e apparentemente incontrovertibili. Un libro che, come capita spesso con le provocatorie e intelligenti tesi di Massimo Fini, è una delle migliori palestre intellettuali con la quale confrontarsi di questi tempi.

A tutti color che sono interessati, tra l’altro, segnalo che domani, 18 maggio, presso l’Associazione Stampa Estera - Sezione Alta Italia, in via Amedeo, 5 a Milano, l’autore presenterà il libro al pubblico.

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