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Ho lasciato un Idiota e ho trovato un Piccolo Principe, ovvero cronaca di un bookcrossing all'italiana

Pubblicato: 01 mag 2011 da Andrea Coccia

Ho lasciato un Idiota e ho trovato un Piccolo Principe, ovvero cronaca di un bookcrossing all'italiana Ieri pomeriggio, mentre il sole riconquistava il suo spazio nel cielo di Milano, nella bellissima scenografia offerta dai chiostri di san Barnaba andava in scena un evento culturale organizzato dalla Fnac e intitolato «Ho lasciato un Idiota e ho trovato un Piccolo Principe».

Ma quello che nelle intenzioni degli organizzatori doveva essere un civile spazio di condivisione libera di libri e suggestioni di lettura - almeno così lo avevo ingenuamente interpretato io – si è trasformato nella consueta battaglia, gomito a gomito, quasi senza esclusione di colpi che puntualmente si scatena qui da noi quando qualcosa viene offerto gratuitamente.

Gente in affanno che si accalca agli scaffali, mani leste a sottrarre qualsiasi edizione decente venga appoggiata negli spazi espositivi, trambusto, pile di libri nelle mani di alcuni, rabbia e delusione nella mente degli altri: questa potrebbe essere una descrizione sommaria di ciò che è successo ieri all’Umanitaria.

Ci sono forse due modi per interpretare tutto questo. Il primo è quello di concentrarsi sulla metà vuota del bicchiere, ovvero su quanto poco sia servita la letteratura nell’operazione di nobilitazione dell’animo di quei lettori talmente accaniti e agguerriti da lanciarsi sugli scaffali come sciacalli, agognando il ritrovamento di un libro non tanto per guadagnare preziose ore di lettura, quanto per sgraffignare qualcosa di gratuito.

Il secondo modo di vedere la cosa è quello di cercare di concentrarsi sul bicchiere mezzo pieno, vale a dire sul fatto che, nella desolazione culturale del nostro paese, un evento culturale come quello che si è svolto ieri sia riuscito ad attirare centinaia di persone, ovvero su come probabilmente la battaglia morale e culturale in questo paese, forse, non sia completamente perduta.

Tra le due modalità, però, il parere di chi scrive non può che optare per la prima. E questo non soltanto perché, alla fine dell’evento, nello zaino di chi scrive, piuttosto che belle edizioni Adelphi o Einaudi dei migliori libri del decennio, c’era soltanto uno sgualcito test per la patente A e B, no, non solo per questo. In fondo la vittoria del tragico, ieri pomeriggio, non è legata alla fortuna o alla sfortuna personale, all’avere o al non avere trovato qualche libro decente, non è, per farla breve, una questione individuale.

No, la vittoria del tragico, ieri pomeriggio, si è affermata in tutta la sua sublime vertigine sul piano collettivo, nel rapporto tra le decine di lettori che invece di ritrovarsi alleati in un giorno di festa per celebrare la civiltà del libro e la sua supremazia su quella del bunga bunga, si sono ritrovati nemici su un campo di battaglia, dimostrando, per l’ennesima volta, che il cancro che sta uccidendo questo paese è molto più diffuso di quanto ci piace credere. Ma soprattutto, che i primi malati siamo noi.

Ho lasciato un Idiota e ho trovato un Piccolo Principe, ovvero cronaca di un bookcrossing all'italiana

Ho lasciato un Idiota e ho trovato un Piccolo Principe, ovvero cronaca di un bookcrossing all’italiana
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5 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di sakura87

    sakura87

    01 mag 2011 - 13:49 - #1
    1 punto
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    Concentriamoci sulla domanda veramente importante: perché qualcuno dovrebbe barattare Dostoevskij con Saint-Exupery?

  • Roghialdo

    01 mag 2011 - 13:56 - #2
    0 punti
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    concordo interamente con il commento sopra il mio.

  • Profilo di st-alex

    st-alex

    01 mag 2011 - 14:57 - #3
    -1 punto
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    @sakura87: perché l’inventore di questo slogan non ha nemmeno letto questi libri.

  • Elayne

    02 mag 2011 - 14:10 - #4
    0 punti
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    Io credo che il tono in cui è stato scritto questo articolo sia un po’ troppo tragico, soprattutto la conclusione.

    Io partecipo all’evento da due anni e grazie alla Fnac mi sono portata a casa gratuitamente davvero tanti bei libri. Ciò che manca, a mio parere, è solo un’organizzazione migliore.

  • Brina83

    07 mag 2011 - 02:41 - #5
    0 punti
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    Se da una parte ritengo bellissimo che delle persone rischino di essere calpestate per un libro, sintomo che c’è davvero chi legge ancora, e che non siamo diventati una civiltà di capre come purtroppo temiamo ogni giorno, dall’altra parte è vero che la gente ha poco senso della condivisione. Io non c’ero, ma ho partecipato ad iniziative simili, e se ognuno prendesse un solo libro, magari ci sarebbe un libro bello per tutti. C’è da dire anche che quando qualcosa è gratis, QUALSIASI cosa sia, le persone sembrano trasformasi improvvisamente in un branco impazzito. Il quiz della patente comunque mi ha fatto sorridere!

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