Il Premio Nobel Mario Vargas Llosa ha rilasciato una lunga intervista a un settimanale uruguayano e, tra le altre cose, ha parlato anche di come si legge e si scrive nella nostra epoca dei social network. Secondo lo scrittore i giovani che in chat, su Twitter o su Facebook fanno un uso smodato di abbreviazioni, sigle e via dicendo, alla fine “pensano come scimmie”.
Se scrivi così è perché parli così; se parli così è perché pensi così; e se pensi così è perché pensi come una scimmia. Questo mi sembra preoccupante. Forse le persone sono più felici se giungono a questo livello. Forse le scimmie sono più felici degli esseri umani. Non lo so […] Internet ha ucciso la grammatica, l’ha liquidata. Viviamo una sorta di barbarie sintattica.
Opinione molto netta, senza dubbio, e forse un pochino esagerata. Ma non credo del tutto errata. Lo si nota in diverse pubblicazioni recenti di autori che provengono dalla “rete“: a volte la grammatica e la proprietà di linguaggio va a farsi benedire.
Foto | Periodismoenlinea
lavinia89
02 mag 2011 - 21:16 - #1In pratica ha ripetuto ciò che aveva detto Nanni Moretti nel 1989.
:D
KiraV
03 mag 2011 - 20:08 - #2Dipende dalle persone.
Per quel che mi riguarda, ne’ io ne’ gli amici che ho su facebook, twitter e chat varie ed eventuali fa uso di abbreviazioni, se non quando strettamente necessario (e in ogni caso un uso molto limitato).
Inoltre, mi sembra un demonizzare eccessivamente il mondo del web. Se si informassero di piu’, scoprirebbero che quasi tutte le community italiane - come quelle costruite su forumcommunity o forumfree - nei propri regolamenti mettono bene in chiaro che e’ PROIBITO (o quantomeno altamente sconsigliato) scrivere con abbreviazioni o linguaggio sms, sia per rispetto della lingua italiana che per rispetto nei confronti degli altri utenti, per una piu’ facile comprensione. Coloro che usano tali metodi di scrittura, vengono ripresi e avvisati di non farlo piu’. Nei casi estremi, possono anche venire bannati dalla community.
Alla fine, la gente limitata scrive in modo limitato tanto su carta quanto su internet, a prescindere dal contesto. E il web e’ sempre un comodo scaricabarile per coprire le altrui colpe. Troppa violenza? E’ a causa dei videogiochi e di internet, non del cattivo esempio dei genitori/adulti intorno. Ignoranza? Colpa del web, non delle scuole che fanno schifo. Le case discografiche perdono soldi? E’ colpa degli mp3 in circolo per la rete, non dei prezzi assurdi che propongono - SIA MAI, EH.
E’ cosi’ facile dare la colpa alle nuove tecnologie solo perche’ ci spaventano e non sappiamo come usarle bene, quando invece dovremmo puntare il dito verso ben altri rei.
(E, per inciso, e’ stato statisticamente dimostrato che e’ proprio grazie alla diffusione gratuita via internet se la gente viene a conoscenza - e quindi presumibilmente compra - di canzoni/band/libri/scrittori/film/serie tv. Autori, produttori, cantanti, RINGRAZIATE il web, che e’ solo per merito suo se voi guadagnate ancora qualcosa a dispetto dei prezzi abominevoli che proponete.)