Mum lit italiana: in uscita Di materno avevo solo il latte, di Deborah Papisca

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“Le quarantotto ore di ritardo, ormai diventate quasi una settimana, mi avevano subito distolto dal dubbio spingendomi con forza davanti alla luminosa croce verde al neon e alla vetrina degli ultimi ritrovati per la prevenzione dei pidocchi. In quel momento avrei voluto essere invisibile, ancora meglio che mi si materializzasse nelle mani una confezione di un qualsiasi test di gravidanza e dileguarmi alla velocità della luce… Ero uscita dalla farmacia con uno sciroppo anticatarrale, i cerotti anti herpes e uno spray nasale decongestionante. Non mi ero mai sentita più idiota in vita mia…”

Esce il 10 maggio questo Di materno avevo solo il latte, di Deborah Papisca e io - Kinsella-addicted, chick lit aholic, nostalgicamente Bridgetsoniana - sono già qui a salivare come un babbuino tibetano in attesa di leggerlo (mi sono documentata, per accuratezza giornalistica: no, il babbuino tibetano non esiste. Ma adoro citarlo, e non sono l'unica, come riporta il dio Google).

Dunque, mie appassionate amiche fan di chick lit, cercherò di spiegare anche a nome vostro le caratteristiche di questo genere letterario che ci fanno impazzire (e che questo libro sembra avere in pieno): ironia lacerante, devastante, violenta.

Perchè ad esempio, come alla protagonista del romanzo, può capitare a tutte di avere appena partorito e di sentirsi depresse come un'otaria spiaggiata (massì, esageriamo dai), oppure di rispecchiarsi proprio alla perfezione in lei, "una donna con "sane" inclinazioni ossessivo com­pulsive per l’ordine e la pianificazione" che - accidenti - a sorpresa e senza aver potuto organizzare niente, rimane incinta.

Sì certo, un bambino lo avete sempre desiderato - figurarsi poi che il medico non vi aveva dato speranze - ma non siete pronte, e non vedete l'ora di pianificare tutto sulla vostra stramba agenda di coccodrillo. E come sconfiggere, quando la pargola nasce, il senso di inadeguatezza a farle da madre (è solo il tipico complesso che nasce in chi è affetta dalla Sindrome del Mulino bianco, tranquille).

Ma naturalmente bisogna prima capire le radici di questo sconforto, of course: tramite pertinenti ricerche su Google, adeguati viaggi interiori, specifici esercizi yoga spurganti, e imprescindibili sedute terapeutiche con le mamme on line. E forse sconfiggere l'otaria che si annida in noi non sarà più così difficile.

Foto | Flickr

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