I celebratissimi centocinquanta anni di vita da una parte, la sempre meno celebrata ricorrenza del 25 aprile dall’altra; mai come in questi giorni è utile ragionare sul tanto consueto quanto immenso paradosso su cui poggia l’esistenza del nostro paese, vale a dire l’essere nato non a partire da una realtà culturale, economica o sociale preesistente, come la gran parte degli stati europei, ma piuttosto da una idea, da una intuizione culturale: la Lingua.
Parafrasando l’articolo primo della nostra amatissima e citatissima – ma purtroppo sconosciuta ai più – Costituzione, si può infatti affermare che l’Italia è una repubblica fondata sulla Lingua, una lingua che per altro è nata e si è sviluppata, se così si può dire, “in provetta”, prima nella fantasia e nei sogni di una classe intellettuale, a partire da Dante, per intenderci, fino a Manzoni.
E proprio per non dimenticare la fondamentale genesi culturale del nostro paese, utile per comprendere appieno ogni singola difficoltà che nella storia l’Italia si è trovata ad affrontare, che vi segnaliamo la pubblicazione, da parte di Einaudi, di un interessante saggio di uno dei più eminenti studiosi della lingua italiana in circolazione, Gian Luigi Beccaria, un saggio intitolato “Mia lingua italiana”, il cui unico neo è il prezzo, 10 €, che per un libretto di novanta pagine in gabbia larga forse è un po’ eccessivo. Per fortuna esistono ancora le biblioteche.
Gian Luigi Beccaria
Mia lingua italiana
Einaudi
euro 10 €
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