Recensioni atipiche: I cento progetti realizzati di Letizia M.

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Recensioni atipiche I cento progetti realizzati di Letizia M. Sono sempre stato un grande appassionato di fantascienza, dai sogni pedagogici alla Jules Verne, agli incubi visionari alla Vonnegut, ma la tipologia che, più di tutte, ha stimolato maggiormente la mia immaginazione è sempre stata quella particolare forma di distorsione immaginifica della realtà che altri chiamano Ucronia.

Ed è proprio per questa mia passione che non ho potuto non apprezzare questo nuovo romanzo dell’esordiente Letizia M. che, pur nella concisione delle sue 130 pagine, grazie a una fantasia e un fervore immaginifico degno di un Arthur Clarke o di un Aldous Huxley, mette in scena la vita immaginifica di un sindaco di una città senza nome – ma che sappiamo essere la proiezione mentale di Milano in un futuro non molto remoto – colpendo nel segno.

Appassionante, divertente, a tratti di una lucidità da accapponare la pelle, insomma un romanzo da leggere tutto d’un fiato per immergersi completamente in uno dei sogni più claustrofobici in cui l’umanità si sia mai cullata: il sogno del progresso a tutti i costi, condito di palazzi che sfiorano le stelle, di futuristiche appendici metropolitane sotterranee, un sogno che, grazie alla bravura di Letizia M., si materializza e fa emergere tutti i pericoli insiti nelle “meravigliose sorti e progressive”, un sogno, a tratti incubotico, da cui è catartico risvegliarsi con la certezza delle sua impossibilità.

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