L'universo di Livido: intervista a Francesco Verso

Francesco Verso è una delle voci più interessanti della fantascienza italiana. Lo abbiamo intervistato e abbiamo parlato con lui del suo romanzo “Livido”.

Un paio di mesi fa, Monica Cruciani ha parlato su queste pagine di Livido, l'ultimo romanzo di Francesco Verso, una delle voci più interessanti della fantascienza italiana che abbiamo avuto occasione di intervistare e che ci parla del romanzo e di una nuova iniziativa che gira intorno a Livido.

Tu definisci il tuo tipo di narrativa Future Fiction. Perché?
Ho trovato questa definizione nella prefazione al romanzo di Anthony Burgess “The Wanting Seed” (Il seme inquieto, Fanucci). L'autore conia questo termine per sottrarre importanza all'aspetto scientifico del genere “science-fiction” nei suoi romanzi “Arancia Meccanica” e “Il seme inquieto” e mettere invece in risalto l'aspetto futuristico - inteso in maniera più totalizzante – legato alla società, alla lingua, alla politica, all'antropologia.
Per questo “future fiction” è un termine molto calzante per il genere di narrativa che porto avanti da alcuni anni, la quale si inserisce comunque nel solco della narrativa di speculazione, di anticipazione e della new-wave anni '70 .

Come si inserisce Livido nella Future Fiction?
Livido è ambientato in una megalopoli del futuro non meglio specificata. Il protagonista sopravvive riciclando spazzatura ai margini di un'immensa discarica di pattume. L'unico elemento fantascientifico è dato dal processo di trasferimento della memoria e della personalità da un cervello biologico a un sostrato artificiale, detto mind-uploading, a cui si sottopone Alba, la donna che lui ama senza essere ricambiato. Il romanzo ruota attorno a questi elementi e alle loro conseguenze nel lungo periodo. Di fatto è un romanzo di formazione e una storia d'amore.

Peter Pains, protagonista e io narrante di Livido, è un ragazzo ossessionato dall’amore per Alba – una donna nexumana – amore che però non si realizza. Infatti il fratello di Peter rifiuta l’esistenza di questi esseri artificiali. Prima di tutto, chi sono i nexumani?
I nexumani sono una possibile evoluzione del genere umano e rappresentano la simbiosi che si potrebbe realizzare dall'interazione di robotica, medicina e scienze cognitive. Già oggi si stanno realizzando interfacce uomo-macchina per malati di paraplegia, già oggi esistono dispositivi prostetici in grado di aumentare le prestazioni fisiche dell'uomo (penso alle protesi di Oscar Pistorius, penso ai prossimi Google Glasses) e già oggi si stanno copiando i neuroni di insetti e topolini per trasferire parti di memoria da un essere vivente all'altro. Il desiderio di immortalità e giovinezza ha sempre percorso la storia dell'uomo, da Gilgamesh e Dorian Grey fino a Faust e Frankenstein (l'ultimo nome non vuole spaventare, solo fornire la dovuta cautela).
Attualmente uno scienziato di nome Aubrey de Grey sta portando avanti il progetto SENS (Strategies for Engineered Negligible Senescence), per mettere a punto un set di terapie con cui curare l'invecchiamento. La sua idea è che il processo di senescenza sia causato dall'accumulo, a livello molecolare, di effetti collaterali del metabolismo e che questi effetti possano essere rallentati se non addirittura invertiti.
Nel romanzo, i nexumani hanno realizzato questo sogno ma si trovano nella poco invidiabile condizione di essere odiati da una parte della popolazione che non può ambire a questo “salto” nell'eternità. Spesso infatti il progresso tecnologico anticipa quello sociale e culturale che ha tempi più lunghi e incontra resistenze maggiori in quanto non può essere distribuito immediatamente a tutti.

Possiamo considerare “il rifiuto” come tema centrale della storia?
Sì, la vicenda di Peter Pains ruota attorno al concetto di rifiuto: rifiuto materiale inteso come la spazzatura e la palta in cui si trova immerso, rifiuto familiare perché l'amore di Peter per Alba sarà osteggiato a più riprese dal fratello Charlie e rifiuto sociale in quanto Peter fa parte di quella schiera di cittadini – i trashformer – che per sopravvivere sono costretti a rovistare tra cassonetti della spazzatura mostruosi e immense discariche infernali.

C’è un forum, ora, che gravita intorno a Livido?
Sì, l'editore Delos Books, nelle persone di Franco Forte e Silvio Sosio, ha deciso di indire un contest tratto dall'universo di Livido. I partecipanti possono scrivere un racconto di 2000 battute e confrontarsi con altri autori sul forum stesso. I dieci migliori racconti verranno selezionati dalla redazione e saranno pubblicati sulla storica rivista di fantascienza Robot. A oggi sono rimasti ancora sette posti liberi. Le selezioni andranno avanti fino a tutto il mese di agosto. Qui trovate il link per partecipare.

Progetti per il “future”?
Il mio prossimo romanzo BloodBusters – una storia grottesca di amore e tasse - è in cerca di editore. Quello successivo, I Camminatori, sarà composto da due libri di cui il primo è quasi pronto. Poi ci sono alcuni progetti collaterali alla narrativa come ad esempio lo spettacolo teatrale di fantascienza The Milky Way con cui collaboro in veste di autore fornendo alcuni brani interpretati dalle performer e attrici Katiuscia Magliarisi e Chiara Condrò e musicati da Simone de Filippis. Inoltre sto sviluppando insieme ai ragazzi di Grapevine Studio una webseries in sei puntate tratta dal racconto Flush che sarà girata in inglese.

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