“L’Italia e’ un paese anomalo che ha il maggior numero di telefonini, suv e premi letterari del mondo. Ce ne sono troppi”. A dirlo è, in una bella intervista all’Adnkronos, Cinzia Tani, giornalista e scrittrice, autrice del saggio Premiopoli. Un indice ragionato dei premi letterari(Mondadori ed.). Tani ha commentato così la decisione di John Le Carrè di rifiutare il Booker Prize “anche se – ha aggiunto - solo chi e’ famoso e vende molti libri si puo’ permettere di rinunciare ai premi”.
La ragione per cui in Italia uno scrittore non può permettersi di rifiutare un premio sta però, secondo Tani, nel fatto che nel nostro Paese è difficilissimo promuovere un libro. E quindi via libera anche a quei premi “meno seri” del Viareggio, il Bautta, il Fregene, oltre che allo Strega e al Campiello (che “pur non essendo “puri” fanno però vendere i libri”).
Voi vi fate influenzare, nelle vostre scelte di lettura, dai premi letterari? Insomma: siete invogliati a comprare un libro, sapendo che si è classificato ai primi posti di un concorso?
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lordmax
01 apr 2011 - 16:31 - #1A volte sì, e raramente NON me ne pento.
Ludo_ii
01 apr 2011 - 16:47 - #2No, non mi faccio influenzare nelle mie scelte di lettura dai premi letterari. Una domanda, però, mi sorge spontanea: siamo sicuri che i vincitori si rivelino, poi, dei best seller?
BlRD
03 apr 2011 - 20:29 - #3No mai, tanto che i libri che compro sono quasi sempre “vecchi”, di quelli che in genere le librerie non possiedono in negozio e ti devono ordinare…
Kerryn
07 mag 2011 - 11:32 - #4That saves me. Thanks for being so siensble!