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L'amore per la lettura si impara grazie ai classici?

Pubblicato: 29 mar 2011 da sara

alcottPrendo spunto da una dichiarazione di Valerio Massimo Manfredi, che inaugurando ieri la Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi di Bologna ha detto che “e’ fondamentale leggere libri fin da piccoli. Purtroppo la scuola non incoraggia molto la lettura, quando i ragazzi arrivano alle superiori non leggono piu’”.

D’altra parte una rilevazione effettuata dalla Nielsen per il Centro per il Libro e la Lettura rende noto che solo un terzo dei nostri connazionali legge e compra “almeno un libro all’anno”. Accosto la dichiarazione di Manfredi ai dati di questa rilevazione perchè la speranza – e la categoria su cui le istituzioni dovrebbero “investire” - sarebbero invece proprio i giovani.

Infatti la maggior parte dei lettori (46%) è costituita da persone fra i 25 e i 34 anni, e soprattutto l’amore per i libri va di pari passo con l’istruzione, visto che aumenta se si è diplomati (43%) o laureati (59%). Soprattutto perchè – altro dato – non è detto che i giovani non siano ricettivi, visto che i classici piacciono proprio ai giovanissimi (23%).

Un ulteriore dato che mi ha fatto piacere leggere è che i classici vengono comprati soprattutto nel Meridione (15%) rispetto al Nord-Est (5%). Uno dei pochi primati positivi per il Sud Italia in questo ambito.

Per finire, un’ultima considerazione è che sarebbe importante che fosse proprio la scuola ad educare alle “buone letture”, visto che purtroppo la maggior parte dei lettori acquista generi di consumo come gialli e thriller (20%).

“I ragazzi oggi leggono di più anche grazie a fenomeni come Harry Potter o alle saghe vampiresche”, mi ha detto una libraia che mi sono trovata a intervistare tempo fa. Però il piacere della lettura - che dovrebbe essere acquisito fin da piccoli - non dovrebbe essere “imparato” a scuola, grazie ai cosiddetti “classici”?

Pensateci, voi lettori forti: chi se non Stevenson, Collodi, o Dante (come nel mio caso) vi ha aperto il cuore a questa passione? Certo poi ci sono i libri delle collane per ragazzi e ragazze, ma personalmente senza i “grandi”, come la stessa Louisa May Alcott (di cui ho letto tutto, non solo Piccole Donne) oggi non sarei la lettrice che sono. E voi?

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9 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di lordmax

    lordmax

    29 mar 2011 - 09:48 - #1
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    Io dissento, ovviamente. ^__^

    L’amore per la lettura si impara con il latte materno.
    E’ ben improbabile che un ragazzo ami leggere se in casa non si legge.
    La scuola può essere una spinta, un incentivo ma se la famiglia non è d’aiuto non credo ci siano molte speranze.

    I classici poi sono una cosa stupenda, li adoro, ma li adoro solo per il fatto che li ho odiati con tutto me stesso quando mi vennero imposti a scuola.

    Diciamo la verità, non vi sembra che Collodi, Dante, e tutti quelli che volete, siano una noia mortale rispetto al mondo oggi?
    Non è molto meglio un giallo, un horror, un fantascientifico carichi di adrenalina e di eventi vicini alla nostra realtà per un ragazzo?
    Come fa una ragazzo di 12-16 anni ha leggere pinocchio? E’ totalmente fuori dalla sua realtà, neppure la descrizione del carabiniere è più attinente. ^___^

    Io sono dell’idea che prima deve venire il piacere della lettura (e ben vengano i lettori digitali che aiutano in tal senso) e poi il piacere per i classici… che devono essere gustati, centellinati come un buon vino.

    P.S. quando si avrà la possibilità di essere avvertiti delle risposte ai vari articoli? ^__^

  • Ludo_ii

    29 mar 2011 - 10:48 - #2
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    L’amore per la lettura si impara grazie ai classici? Non è detto, e lo dimostra il fatto che solo il 23% dei giovanissimi afferma di apprezzarli. Che ne è del restante 77%? Molto spesso, poi, a scuola si leggono solo classici - anche alle medie inferiori - e la maggior parte degli scolari/studenti non li confronta con altre letture (e non lo farà mai, se è vero che in Italia si legge poco).

    Io leggo ancora, da adulta, parecchi classici moderni, ma confesso candidamente che alle elementari Collodi mi metteva addosso ansia e tristezza e che ho sempre letto e continuo a leggere Flaubert per necessità e per curiosità, ma non per gratificare il mio gusto personale. Quanto alla Alcott, preferisco nettamente le sue opere per adulti che non Piccole donne e altri lavori destinati idealmente ai ragazzi.

    Tutto ciò per dire che, anche se un buon numero dei libri considerati classici sono indubbiamente ben scritti, pregnanti, rappresentativi e innovativi non conquistano sempre i gusti dei lettori e, se questi sono giovani, tendono ad allontanarli definitivamente dalla lettura.

    Secondo me la lettura dei classici, a scuola, dovrebbe essere accompagnata a letture di più facile approccio, specialmente alle elementari e alle medie. E ben vengano Harry Potter, in questo senso, o le più classiche opere della Pitzorno.

    Chi mi ha aperto il cuore alla lettura? Hugo con I miserabili, ma solo perché a scuola mi facevano leggere cose decisamente difficili per una ragazzina di 12/13 anni quali la biografia di La Pira. Se ci fossero state J.K. Rowling o Linda Buckley-Archer avrei letto quelle.

  • Roghialdo

    29 mar 2011 - 11:18 - #3
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    Io ho cominciato a leggere seriamente solo con Camilleri, UN libro di Forsyth e Asimov… Tutto ciò che di classico non è, anzi prima tutto quello che di classico per ragazzi poteva essere, vedi “Il piccolo principe”, l’ho cominciato per abbandonarlo a brevissimo (questo in particolare, sempre sopravalutato dalla critica, secondo me).
    Solo in seguito ho letto classici con piacere!

  • Profilo di bufala75

    bufala75

    29 mar 2011 - 15:51 - #4
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    “E’ ben improbabile che un ragazzo ami leggere se in casa non si legge”…direi proprio di no. Io sono l’esempio lampante. A casa mia nessuno leggeva eppure sin da piccola ero così avida di lettura che non solo rompevo ampiamente le marrons ai miei genitori per comprarmeli, ma leggevo ovunque e comunque. Qualsiasi cosa. E ho conservato quelle sane abitudini. “Piccole donne” e “Cuore” sono stati i miei fidatissimi compagni di carta :)

  • Il grande marziano

    30 mar 2011 - 09:52 - #5
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    L’amore per la lettura non è assolutamente detto si impari dai classici. Anzi, per molti versi temo che i classici per le giovani generazioni d’oggi siano controproducenti. Personalmente iniziai con Asimov e Buzzati (non propriamente due classici) e oggi leggo DeLillo e David Foster Wallace. Per questo non stigmatizzo i giovani che leggono di vampiri. Per quanto possa sembrare irriverente il paragone, sono le letture omologhe dei giovani di settant’anni fa che leggevano Verne e Salgari. La lettura è anche ricerca, evoluzione e maturazione. Dunque preferisco che leggano di vampiri, piuttosto che non leggano niente. Molti di loro, quando si stuferanno degli succhiasangue, cercheranno qualcosa di più elevato.

  • Profilo di seal

    seal

    30 mar 2011 - 17:42 - #6
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    L’amore per la lettura sicuramente non nasce a scuola.
    La scuola, perentoria e didascalica, è la peggiore clava per la curiosità di un adolescente. Credo che qualsiasi ragazzo tenda a emulare: c’è chi copia il calciatore, chi vuole diventare Corona e ci sono anche ragazzi affascinati dal mondo intellettuale. Conta l’ammirazione per le figure di riferimento, che non sono necessariamente solo i genitori, la scuola sarebbe formativa se i professori che si incontrano nel cammino fossero capaci di essere l’esempio vivente che ci si può appassionare al greco, alla fisica ecc.ecc. La disgrazia della scuola italiana è questa: mancanza di interesse vero nei docenti stessi. I classici spiegati dagli automi e ripetuti a pappagallo non funzionano bene!

  • Profilo di serovina

    serovina

    01 apr 2011 - 17:39 - #7
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    …ho cominciato con i fumetti!

  • mr.oizo

    02 apr 2011 - 22:12 - #8
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    mhà, a me l’amore per la lettura me l’ha insegnato Bukowski…

    Ai tempi della scuola, quando ero troppo impegnato a farmi le canne sulle scale d’emergenza, qualche prof. tentò di invogliarci alla lettura. Ma “Il giorno della civetta” di Sciascia, “Cristo si è fermato a eboli” di Levi proprio non mi andavano giù.

  • onlyreader89

    04 apr 2011 - 22:04 - #9
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    Io mi sono innamorata della lettura grazie a Tolkien in terza media. Dopo aver letto il Signore degli anelli in un mese non ho più potuto fare a meno di avere sempre un libro tra le mani o in borsa, a tal punto che mia madre mi doveva vietare di comprare i libri perché non studiavo quelli di scuola…

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