Un Arabo arriva in un paese senza nome del Sud della Francia, una provincia popolare, chiusa, misera, un luogo potrebbe essere benissimo una qualsiasi provincia europea. Inizia a lavorare come manovale, abita in una cantina, cerca di costruirsi una vita, senza dare noia a nessuno.
Ma Mamine, la vecchia cicciona del villaggio, astiosa e razzista, individuando in lui l’invasore e la causa di ogni male che investe la sua famiglia e la sua terra, gli scatena addosso un vortice di odio e di sospetti che, alimentato dall’ignoranza in un attimo divampa, come gli incendi che martoriano il paese, con la stessa violenza.
Ed è proprio Mamine il baricentro narrativo di questo libro di Antoine Audouard appena pubblicato da Isbn, è lei, con la sua ignoranza e con il suo cinismo, che rappresenta il punto più basso e incancrenito mai toccato dalla società occidentale, nata e cresciuta grazie al confronto e all’ibridazione, ma ormai incapace di reagire agli istinti primitivi di conservazione che stanno riemergendo negli ultimi anni. E l’Arabo, che non ha nome semplicemente perché nessuno lo chiama e che non agisce mai, ma subisce continuamente, è soltanto l’ultimo dei bersagli.
Questo romanzo di Antoine Audouard, pur non essendo forse un capolavoro, è un libro molto potente, che colpisce il lettore come un pugno nello stomaco e che, in qualche modo, come uno specchio, riflette alcuni dei peggiori difetti di questa nostra vecchia società occidentale, sempre più chiusa in se stessa e sempre più timorosa del contatto con gli altri.
Qualche blogger in Francia, ha accostato questo libro di Audouard a Louis Ferdinand Céline, certamente esagerando. Eppure, soprattutto leggendo le ultime cinquanta vorticose pagine di questo libro, nonostante non venga mai raggiunto quell’incedere vorticoso così tipico – e così travolgente – del Céline di Morte a credito o del Viaggio al termine della notte, ho sentito in bocca un sapore amaro che da tempo non sentivo, un sapore che mi ha ricordato in qualche modo alcune delle cupe e melmose pagine di Céline.
Lo ripeto, non si tratta di un capolavoro, ma di sicuro è nato da’urgenza, dalla pancia, e proprio là ca a colpire ripetutamente il lettore. Ed è proprio questo il motivo per cui vale la pena di leggerlo.
Antoine Audouard
L’Arabo
Isbn edizioni
euro 19,00
lordmax
02 mar 2011 - 11:36 - #1Io lessi “Una casa ai confini del mondo” e mi era piaciuto. Sono contento che esca qualcosa di nuovo.
Peccato solo che non lo abbia trovato in digitale, aspetterò.
isbn
02 mar 2011 - 12:46 - #2ciao lordmax
lo puoi trovare in digitale su bookrepublic
http://www.bookrepublic.it/book/9788876382826-larabo/
lordmax
03 mar 2011 - 11:14 - #3Ma dai, che figo, non l’avevo trovato. ^___^
lordmax
03 mar 2011 - 11:16 - #4E non solo, come è giusto che sia il prezzo è meno del 50%, 8,99 euro contro 19.
Ottima cosa.
Penso proprio che lo prenderò (prossima settimana che arriva lo stipendio) ^___^
iness
04 apr 2011 - 19:20 - #5siamo nel 2011 e purtoppo ci sono ancora troppe “vecchie” cosi’