JK Rowling spiazza tutti con un giallo scritto sotto pseudonimo

JK Rowling ha pubblicato un giallo sotto pseudonimo e nessuno dei critici si è accorto di nulla. Tranne che si trattava di un ottimo libro. Sarebbero stati così entusiasti se avessero saputo chi c’era dietro lo pseudonimo di Robert Galbraith?

JK Rowling spiazza tutti con un giallo scritto sotto pseudonimo

Nuovo colpaccio per J K Rowling, la mamma di Harry Potter e anche autrice del libro Il seggio vacante. La Rowling, infatti, si è rivelata una giallista esperta, ma ha usato uno stratagemma per non pubblicare sotto pressione. Ma andiamo con ordine.

Nel mese di aprile arrivò nelle libreria inglesi il giallo Il richiamo del cuculo (in originale: The Cuckoo's Calling) e moltissimi critici salutarono l’opera con articoli pieni di ammirazione. Il romanzo racconta di un ex veterano di guerra (tal Cormoran Strike) che, divenuto detective privato, indaga sulla morte di una modella caduta dal balcone di casa a Mayfair.

Nessuno sapeva chi fosse in realtà l’autore di questo giallo che rispondeva al nome di Robert Galbraith. L’editore Sphere fece sapere solo che si trattava di uno pseudonimo.

Con il passare del tempo e con il successo che non abbandonava il testo si è indagato è il Sunday Times ha fatto lo scoop: autrice del giallo è proprio J. K. Rowling. Scoperta, la scrittrice ha confermato:

Io e Robert Galbraith siamo la stessa persona. È stato meraviglioso pubblicare senza pressioni e senza lanci pubblicitari.

Il prossimo anno è prevista la seconda storia del detective Cormoran Strike, ma ormai il segreto è stato svelato e tutti sanno che dietro Robert Galbraith c’è J K Rowling.

Trovo la notizia interessante anche per un altro aspetto: nella sua confessione, JK Rowling testimonia la passione per la scrittura (“È stato meraviglioso pubblicare senza pressioni e senza lanci pubblicitari”) e denuncia un sistema (quello editoriale) che spesso si affida tutto alla pubblicità e al marketing. Chissà, se si cominciasse a puntare più sulla buona scrittura avremmo testi molto più belli di quelli che attualmente troviamo in libreria.

Via | Corriere

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