Il mistero della morte di Edgar Allan Poe nel film di James McTeigue












Poteva forse realizzare beffa più grande o finire in maniera più consona al suo stile di vita, il maestro del brivido americano che terminò i suoi giorni a soli quarant'anni il 7 ottobre 1849, quando venne folgorato forse da una crisi di delirium tremens, come sostengono alcuni, dai suoi eccessi, alcolici e non solo, come credono altri, o forse dal colera o dalla rabbia, oppure ancora da una patologia cardiaca nascosta o una congestione celebrale. Fatto sta che Edgar Allan Poe, poeta, critico e narratore della tensione estrema, venne ritrovato mentre vagava in stato di confusione, sofferenza ed estrema angoscia per le strade di Baltimora, Maryland, e più precisamente nei pressi di Light Street, mentre in pieno clima da competizione elettorale, più squadre di agenti percorrevano la città armati di un cocktail a base d'alcol e narcotici da far bere agli ingenui per trascinarli al più vicino ufficio di voto. Non si sa se anche Poe, probabilmente già ubriaco, sia caduto nella trappola, quel che è certo è che il 3 ottobre venne trasportato al Washington College Hospital, dove si spense alle 5 di mattina di domenica 7, dando ampio spunto creativo sul quale ricamare per ricostruire gli ultimi giorni della sua tormentata esistenza.

Un incipit eccezionale come il protagonista, che non è sfuggito agli autori del film “The Raven”, titolo americano del thriller che porta la firma del regista australiano James McTeigue (lo stesso di “V per Vendetta”) e che ricorda proprio una delle più celebri opere di Poe, il corvo, e che invece si è fatto ammirare per l'atmosfera orrida e claustrofobica sotto una dicitura come “L'ombre du mal”, egualmente colorita, ma forse meno evocativa.

Un film che, dopo una serie di incredibili peripezie, legate alle follie di un appassionato imitatore/ammiratore fin troppo fedele, termina la narrazione cinematografica lasciandoci con un Poe bianco cadavere su una panchina di un parco della medesima città americana sopracitata e che fu (presumibilmente) realmente teatro dei suoi ultimi giorni. Anche perché, nota non secondaria, lo stesso Poe non formulò nessuna spiegazione coerente sulle cause del suo stato, alimentando una nutrita serie di ipotesi e condensando al meglio, e per l'eternità, la sua mitologica aura nera.

Via | medarus.org

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 9 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE DONNA DI BLOGO