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Fandango si conferma regina del marketing: ogni lettore diventa un possibile esordiente

Pubblicato: 16 feb 2011 da Andrea Coccia

La strategia transmediale di Fandango continua: ogni lettore diventa un possibile esordienteDopo la macchina transmediale che era stata organizzata per promuovere l’ultimo romanzo di Sandro Veronesi, XY, la cui uscita era stata preceduta dal lancio di un sito interattivo pieno di indizi e materiale sul libro, di un profilo facebook, di un account twitter e di tutto ciò che le nuove tecnologie sociali offrono per comunicare e per creare un’attesa, oggi la Fandango, sperando di replicare il successo di XY, ci riprova.

Questa volta il libro in questione è La cura, del giovanissimo Andrès Beltrami, l’ultimo attesissimo esordiente, la cui uscita in libreria è prevista per il prossimo mese di marzo. Proprio a partire da questo nuovo esordio, almeno secondo le indiscrezioni di Affaritaliani (di solito molto attendibili), la Fandango lancerà un portale che sarà completamente dedicato alla ricezione di racconti scritti da aspiranti lettori tramutati in aspiranti scrittori, i migliori dei quali saranno pubblicati sul sito e diffusi attraverso un’applicazione per iPad.

La ricetta per il successo di un libro, dunque, almeno per Fandango, si fa sempre più sofisticata e chiama a raccolta l’esercito sempre più folto di aspiranti scrittori, puntando sulla parola magica degli ultimi anni: Esordire. Chissà, però, se tra tutto questo scrivere e questo affannarsi ad essere pubblicati, qualcuno troverà il tempo di leggere.

Via | Affaritaliani.it

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1 commento

Commenti dei lettori

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  • Headphones

    17 feb 2011 - 04:57 - #1
    0 punti
    Up Down

    Io onestamente mi chiedo cosa ci sia di male, e perché si debba credere che molti aspiranti scrittori voglia significare meno lettori. Questo modo di pensare mi sembra di chi scrive da tempo e non è mai riuscito a combinare nulla, o a vendere, se la prende con la presunta ignoranza generale, in modo particolare quella di chi arriva dopo ma che infondo ha come unica colpa quella di voler raccontare, nel caso. Faccio questo discorso perché, a sensazione, quello della letteratura è l’unico mondo in cui si sentono sempre questo tipo di prediche. Per esempio nella musica, i demo sono come i primi manoscritti; farli è da applausi, nessuno si sognerebbe di smontare le persone chiedendo loro quanti dischi hanno, quanti ne hanno e quanti ne ascolteranno nel prossimo futuro, sempre prima di tentare qualcosa
    E’ un rischio che corre l’individuo, se vogliamo chiamare un tentativo così. Scusate, è solo il mio punto di vista.

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