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Recensioni atipiche: Le 120 giornate di Sodoma di Francesco De S

Pubblicato: 15 feb 2011 da Andrea Coccia

Recensioni atipiche: Le 120 giornate di Sodoma di Francesco De S Dopo Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire di Melissa P, dopo Vietato ai minori di Veronica Q, dopo l’ultimo scandalo provocato da Seventy Sex di Janis Joyce, la pubblicazione di questo romanzo erotico firmato dal misterioso Francesco De S, pseudonimo dietro cui si cela Donato Alfonso Francesco De Sade, è certamente un’inutile goccia provocatoria nell’oceano di volgarità della letteratura sediziosa di questi nostri tempi.

Tralasciando il fatto che il testo presenta numerose lacune e punti non risolti, evidentemente frutto, più che di una pretesa incarcerazione dell’autore, di una evidente operazione mal riuscita di editing selvaggio, quello che non chi scrive non riesce a capire è come si possa ancora, all’alba del 2011, credere di poter scandalizzare i lettori con una costruzione narrativa troppo assurda per essere credibile.

Se tutti potevamo credere alla veridicità delle storie sessuali della ragazzina Melissa P nel suo Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire, di certo nessuno potrà mai accettare il fatto che sta alla base di questo romanzo di Francesco De S. Difatti. Finché al centro di una vita dedita al vizio e al peccato c’è una donna, per di più adolescente, la costruzione narrativa è più credibile, ma quando al centro di una storia così perversa come quella che racconta De S ci sono quattro genitluomini, la società civile non può accettarlo.

Un vecchio Presidente, un Vescovo, un Banchiere e un Duca codardo, questi sono i personaggi a cui De S fa organizzare ciò che di più perverso si possa pensare: degli scriteriati riti orgiastici in una residenza del Presidente, con 120 venti ragazzine e ragazzini, tra cui moltissime minorenni, adescate da una decina di prostitute professioniste amiche degli organizzatori. Basta accennare a una trama del genere per capire che questo è un romanzo destinato, come il suo autore, ad essere dimenticato in fretta, o, al meglio, ad essere ricordato da pochi pervertiti frequentatori di cinema porno, non certo dal pubblico italiano, il cui palato è troppo fine per accettare tanta volgarità.

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • MissMarlboro

    15 feb 2011 - 13:42 - #1
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    Ormai sembrano cercare solo lo scandalo, per vendere qualcosina in più.
    Inutile dire poi che le tue ultime righe fanno ripensare molto ad alcune notizie piuttosto attuali..

  • Profilo di leblanc

    leblanc

    15 feb 2011 - 14:30 - #2
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    Una precisazione che pensavo non servisse, ma forse mi sbagliavo: tutte le “recensioni atipiche” che pubblico su booksblog sono recensioni ironiche di classici della letteratura mondiale recensiti “come se fossero” nuove uscite… sono pezzi ironici che vanno letti come tali. In questo caso particolare, la Guanda (di cui ho usato la copertina) NON HA ripubblicato De Sade per sfruttare il particolare momento del nostro paese, sono io che ho ho scelto questo titolo per fare dell’ironia sulle condizioni grottesche in cui accettiamo ogni giorno di vivere.

  • Dante Dellamorte

    15 feb 2011 - 14:44 - #3
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    Eh si cercano solo lo scandalo sti zozzoni.. ma poi chi è sto francesco S? Io me credevo ch’era quer marchese amico tuo. Si credono tutti letterati, si credono. Chiuditi in una biblioteca e non uscire mai più, gallina

  • ilsilvio

    17 feb 2011 - 15:59 - #4
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    Esiste già un film di Pier Paolo Pasolini del ‘75 che narra la vicenda:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Sal%C3%B2_o_le_120_giornate_di_Sodoma

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