La poesia, si sa, è la cenerentola dell’editoria. In termini di vendita è pari a zero. Per cambiare un po’ la situazione, forse si dovrebbe mettere in atto il suggerimento del poeta Judson Jerome (1927-1991):
“Se gli scrittori fossero realmente riguardosi, inserirebbero una banconota da cinque dollari in ogni loro libro in circolazione, come riconoscimento simbolico del tempo che hanno chiesto ai loro lettori e amici”.
Eppure in questi giorni ho visto che la poesia è stata notata dalla pubblicità (per vendere, ovviamente). Mi riferisco allo spot dei Baci Perugina che, in occasione dell’odierna festa di San Valentino, hanno utilizzato il testo I ragazzi che si amano di Jacques Prévert - in foto – (con il taglio di una strofa – i tempi della pubblicità sono quelli che sono, si dirà… e anche quelli della poesia, rispondo io). Non è certo la prima volta che capita (ricordate lo spot della Giulietta che sarebbe fatta della stessa materia dei sogni? Peccato il minestrone mandato in onda perché non è Giulietta Capuleti a pronunciare la frase ma Prospero nel monologo finale della Tempesta - l’autore, però, Shakespeare, è giusto!). Così, come omaggio a tutti gli innamorati, ecco la poesia intera di Prevert che rimane splendida nonostante la pubblicità.
I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell’abbagliante splendore del loro primo amore
dante-dellamorte
14 feb 2011 - 14:17 - #1:) …
dsdasdsa
14 feb 2011 - 18:22 - #2c’è una bellissima canzone di luca carboni “i ragazzi che si amano” che prende spunto da questa poesia. Trovo che sia straordinario prendere spunto dalla poesia per fare una musica
leleful
16 feb 2011 - 09:03 - #3Fin’ora la più bella che ho sentito ,è “Favola” di Eros,tratta da “Favola d’amore” di Hesse