Cassonetti, di Gianluca Antoni

cassonettiLeggo nelle note biografiche che l'autore del romanzo "Cassonetti", Gianluca Antoni, ha lavorato dieci anni per portare alla luce questa sua opera prima. E non poteva essere altrimenti, visto che la storia - gli intrecci esistenziali ed amorosi di un gruppo di quattro amici, universitari italiani "qualsiasi" - viene raccontata in almeno metà del libro da un punto di vista meno accelerato, meno "giovane", più disilluso.

C'è Diego, "che non riuscirebbe a portarsi a letto neanche una puttana", c'è Davide, il più disincantato dei tre, che si era innamorato di Eleonora senza ben sapere cosa fare, per conquistarla davvero. E poi c'è Matteo, omosessuale, che si lancia in un'ampia disamina sul perchè per fare bene l'amore non importa il sesso della persona con cui lo stai facendo.

E infine c'è Peter, l'anima del racconto, che ha rimorchiato Valentina - rischiando di ritrovarsi con una cubista alle costole, invece che lei - che sta cambiando pelle. Peter che medita con il cane Rimbaud, Peter con l'eterna paura di ritrovarsi in un solitario vicolo cieco, per i casini che combina, e la non-voglia di studio che ha, e nonostante la quale riuscirà, come vedremo, a laurearsi.

"Cassonetti" è però una storia-puzzle in cui l'unico consiglio è quello di leggere facendosi trascinare dal tempo spezzato del racconto, che non segue un ordine cronologico lineare, bensì, appunto, si articola in "frammenti" di narrazione.

Una formula che funziona, secondo me, perchè - se iniziamo a leggere, nelle prime pagine, del rimpianto di Peter per la sua Valentina, e del suo amico Davide per la Ele - ci ritroviamo poi nei capitoli successivi a vedere le due coppie in azione nei primi istanti del loro incontro, nei primi approcci.

Come se una ventata di freschezza, a cose (apparentemente) finite, ci venisse a investire di nuovo, all'improvviso. Leggere una narrazione articolata in questo modo è di certo straniante, ma anche molto piacevole, se ci si lascia trascinare. Dà l'impressione che la vita a volte è un ciclo a spirale, che tutto ritorna, che non esiste un vero momento per dire che la giovinezza è davvero finita.

Che se ti va anche a 40 anni con i tuoi amici puoi metterti a buttare cassonetti in mezzo alla strada e fare il vandalo a svegliare le persone di notte (non si fa!). Basta avere di nuovo vicino gli amici di sempre, non tradire il bene che vuoi alle persone, anche se decidi di andare per una strada diversa.

G. Antoni
Cassonetti
Pequod ed.
16 euro

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 5 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE DONNA DI BLOGO