Le cronache di Parmia, l'esilarante comicità del quotidiano di Adamo Lanna

Un ebook da divorare, tra risate, immagini letterarie e somiglianze.

Ci sono libri che aspetti con impazienza l'ora di uscire dal lavoro per gettarti nella lettura, ammassi di parole che sono capaci di risvegliare dinanzi agli occhi delle situazioni talmente divertenti, da lasciarti lì, presissimo, a ridere in metro come un idiota, mentre la gente ti guarda di soppiatto, tra lo stupito e l'invidioso. Ebbene non se ne incontrano spesso, e "Le cronache di Parmia" di Adamo Lanna, fa sicuramente parte di questa categoria. Un insieme agile di capitoletti nei quali i personaggi di un colorito condominio italiano, che somiglia tanto a quelli nei quali ognuno di noi ha abitato almeno una volta, si scontrano, complottano, criticano, ma intessono anche forti legami di tolleranza, amicizia, sincera preoccupazione e persino sprazzi d'ammirazione, attraverso la narrazione impietosa di un osservatore interno.
C'è la vecchia, la signora Mena, Rosalia la muta, che è muta davvero, un appartamento di studenti con il consueto via vai, uno studio medico dall'ingresso coperto di piante stile jungla, un parrucchiere-visagista che assume pienamente il suo ruolo di capera, e poi Bice la ricamatrice, la turbolenta coppia di Cosimo e impronunciabile consorte, tutta una fauna ulteriore costituita da Bruno il fruttivendolo, la spacciatrice in vestaglia e pantofole di velluto, una serie di prostitute, amici, parenti e abitués, che si alternano sul palco di una commedia contemporanea di caratteri diversi eppure complementari, i cui topos vivissimi sono incarnati da inquilini e proprietari che si costeggiano gomito a gomito, spiandosi e a volte anche temendosi, dando vita ad un affresco coloratissimo, che fra riunioni di condominio, citofoni dorati, gerani e statue di Padre Pio nell'androne, fa venir voglia di darsi al voyerismo.
E per finire Jackie, vera star incontrastata dalla clientela molteplice, osannata per il suo cattivo gusto e una cucina lontana dal fare l'unanimità:

Il giorno dopo Jackie cominciò a cucinare e io chiusi tutte le finestre e le porte e misi i paraspifferi e anche i cotton fioc nella serratura, ma niente, volevo resistere ma la puzza entrava lo stesso. Fu una vera scoperta sentire quella puzza di putrefazione che Jackie chiamava pranzo. Davanti a me fu come se fossero state evocate le tre sorelle Macbeth e pensai che Suskind ci poteva scrivere il seguito.
Uscii sul pianerottolo per accertarmi che nessuno fosse stato squartato sul mio tappetino e Jackie, che aveva ovviamente la porta aperta, dalla cucina si affacciò con la testa indietro e disse "buon-giooorno" e io dissi "salve" e poi scesi le scale trattenendo il fiato come il record d'apnea in assetto variabile.

Ed è così che il risultato di un esperimento nato dalle molte giornate trascorse in casa di un insegnante di scienze naturali parmese d'adozione, Adamo Lanna appunto, e un social network come FriendFeed, nel quale immaginare tracce di un microcosmo, realizza una sincronia esilarante di intenti tutti da leggere e ridacchiando, non solo sotto i baffi.

Via | blonk.it/book/le-cronache-di-parmia

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