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Aspiranti scrittori: No grazie! Parola di Massimiliano Parente

Pubblicato: 07 feb 2011 da Andrea Coccia

Aspiranti scrittori: No grazie! Parola di Massimiliano Parente
Oggi ho letto un breve articolo di Massimiliano Parente che ho trovato veramente geniale e che, visto che mette un paio di puntini sulle stesse I sulle quali li metterei io, piazzando anche un paio di accenti nei posti giusti, non posso fare a meno di segnalarvelo. L’articolo, che porta l’inequivocabile titolo di Cari aspiranti scrittori, volete farvi leggere da me? Pagatemi! è apparso sul Giornale di oggi, ma potete leggerlo anche su Facebook a questo indirizzo.

Parente, il cui pregio è, come al solito, quello di non mandarla dire, oltre a lamentarsi del fatto che innumerevoli aspiranti scrittori scelgano il suo indirizzo di posta o il suo account di Facebook per inondarlo di richieste di lettura dei propri manoscritti e di pareri sulla qualità sugli stessi, pone due problematiche di cui, almeno a mio avviso, non si è ancora parlato e non si parlerà mai abbastanza.

La prima è che l’Italia è sovraffollata di aspiranti scrittori. Se la metà degli italiani sogna di fare la Velina o il Calciatore, l’altra metà sogna di fare lo Scrittore. Una moda che sembra non subire interruzioni né oscillazioni e che alimenta un indotto enorme tra inutili scuole di scrittura creativa e pseudo agenzie letterarie, il che potrà far bene all’occupazione del settore (su cui bisognerebbe fare un discorso a parte), ma non può certo far bene alle tasche di questi aspiranti scrittori a tutti i costi.

La seconda veritas che emerge dal discorso di Parente, in fondo legata alla prima dal doppio filo della necessarietà, è che nel nostro paese, la maggior parte degli aspiranti scrittori (e purtroppo non solo degli aspiranti) dimostrano alla prova della lettura la quasi assoluta mancanza di cultura letteraria. In due parole: Non leggono. Un discorso da snob? No, tutt’altro, è semplicemente che quando ci si ritrova a leggere un racconto, un romanzo, una poesia o anche una ricetta di cucina e ci si accorge che sotto (ma neanche dietro, di fianco o da qualsiasi altra parte) non c’è nulla, si rimane un po’ spiazzati.

Perché la verità è che la Letteratura si nutre di se stessa, che ogni vero scrittore, come scrisse a suo tempo Borges, crea i suoi precursori, perché crea delle relazioni tra ciò che scrive e tutto ciò che lo ha preceduto, perché modifica la nostra percezione di tutto ciò che avevamo letto in precedenza. Perché in fondo, ogni Scrittore (con la S maiuscola) è tutta la Storia della Letteratura.

Ora, prima che mi accusiate di delirio o di idealismo irresponsabile, faccio un appunto: io non voglio assolutamente postulare il diritto all’esistenza soltanto dei geni e dei loro capolavori, ma di certo non posso accettare il fatto che qualcuno provi l’incesurabile bisogno di scrivere, se non è affetto dalla devastante dipendenza dal leggere.

Foto | Flickr

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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • Ludo_ii

    08 feb 2011 - 11:28 - #1
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    Mi è capitato di leggere materiale di aspiranti scrittori e devo ammettere che balzava all’occhio la loro mancanza di familiarità con la letteratura e, soprattutto, la lettura in generale. Le loro produzioni non erano, quindi, solo inconsistenti, ma anche composte con una sintassi zoppicante e una scarsa attenzione nella costruzione logica dei periodi.

    Non credo si debba generalizzare: penso ci siano aspiranti scrittori meritevoli che finiscono, però, per perdersi nella marea di quelli mediocri. E per meritevoli non intendo dei geni che scrivano solo cose pregnanti e stilisticamente complesse, bensì persone che sappiano scrivere con chiarezza e sviluppare con coerenza la trama che hanno in mente in un racconto e in un romanzo. E la cosa non è facile, anche se forse può sembrarlo, di qui il gran numero di scrittori improvvisati in corsa per essere letti e pubblicati.

  • Profilo di samb

    samb

    08 feb 2011 - 23:13 - #2
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    Perchè ci sono così tanti aspiranti scrittori? Secondo me per il semplice fatto che gli aspiranti scrittori vedano il “mito dello scrittore” come un modo per sfondare e che al contrario di altri lavori è a costo 0. Se ci pensate per lavorare nel mondo dello spettacolo devi fare comunque un investimento (anche solo per un book fotografico) mentre scrivere non costa nulla.

    Quello che mi lascia perplesso è il fatto che una grande fetta degli aspiranti scrittori non legga, quanto meno per la loro ingenuità e poca umiltà… possibile che ritengano di essere così capaci da non ritenere opportuno “imparare” da chi è di fatto uno scrittore professionista?? A questo quesito non so rispondere!

  • Roh

    09 feb 2011 - 03:57 - #3
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    Uno dei miei scrittori preferiti è Hubert Selby Jr, tra i più grandi scrittori americani. Ancora giovane, debilitato da una malattia, decise di scrivere. Conosceva l’alfabeto e credeva di poterlo fare. Questo il suo pensiero iniziale. Non aveva letto libri su libri, non aveva neanche studiato; aveva New York intorno a sé e infinite storie da raccontare. Come sono i suoi libri? Li definirei coraggiosi. Chi scrive al di là di tutto dimostra coraggio e questa caratteristica potrebbe sfociare nell’originalità. Sono questi gli scrittori che mi piace scoprire e premiare. Io la vedo da questo punto di vista, che l’autore abbia masticato e sputato libri su libri non mi interessa.
    Sui tanti aspiranti scrittori, saranno tanti perché chi legge crede di poterlo fare. Come dar loro torto? Trovare libri veramente belli, specialmente tra quelli recenti, in base alla mia esperienza è dura…

  • Profilo di peregolibri

    peregolibri

    09 feb 2011 - 09:55 - #4
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    Giusto Roh, la penso come te: quando si scrive, l’importante è avere qualcosa da raccontare… dipende anche il “come” lo si racconta, ovvio, ma se uno scrive malissimo e non ha niente da dire, non arriverà mai nè al successo nè alla popolarità.
    Anche quello dello scrittore è un mestiere che, come tutti i mestieri, paga se è fatto bene… e non è affatto facile farlo, ma credo anche io che il fatto di non avere una cultura letteraria non costituisca necessariamente uno svantaggio per un aspirante scrittore, tutto qui.

  • Profilo di samb

    samb

    09 feb 2011 - 21:17 - #5
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    No, io la penso proprio all’opposto, per poter sapere scrivere bisogna leggere tanto… la scrittura come ogni altra espressione artistica deve essere affinata e bisogna acquisirne la tecnica perchè nessuno nasce “imparato”. Anche qualora uno abbia una capacità naturale nello scrivere a maggior ragione dovrebbe leggere opere scritte da altri quantomeno per confrontarsi. Trovo altresì presuntuoso ritenere che non si abbia bisogno di imparare dagli altri, perchè ogni cosa insegna e questo vale per qualsiasi professione perchè osservando gli altri si apprende molto e meglio di qualsiasi nozione teorica, questo vale per scrittori, registi e baristi. Poi esiste il talento puro ma parliamo di casi eccezionali che di certo non si può applicare come criterio alle orde di aspiranti scrittori che ci sono in Italia.

  • Roh

    09 feb 2011 - 22:19 - #6
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    5, certo che bisogna leggere, ho una decina di scrittori preferiti e che sarebbero il mio punto di riferimento se decidessi di scrivere. Non trovo giusto considerare chi legge libri su libri migliore di chi ha letto meno. Leggere e scrivere alla fine sono due cose diverse. Come ascoltare musica e farla. Mia opinione.

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