
Si sa, quando si parla di Cina i numeri diventano grandi. La metà della popolazione adulta cinese legge libri; di cui questi circa il 25% usano strumenti elettronici. Stiamo parlando di 220 milioni di lettori. Tra gli eBook-addicted risulta che circa 120 milioni leggono anche su cellulare mentre 25 milioni leggono solo su cellulare. Stando agli osservatori, infatti, sempre più cinesi leggono con interesse i “romanzi da cellulare”. La diffusione degli smartphone rende questo genere ancora più diffuso. La fortuna del genere “romanzi da cellulare” pare sia legata anche alla scrittura ideografica, tipica della lingua cinese.
Sono un fan degli eBook e degli eReader, ma ho un pessimo rapporto con i cellulari (e il telefono in genere). Per ora l’idea di leggere un libro su un cellulare non mi sembra interessante più di tanto, ma mai dire mai nella vita.
Avete provato a leggere qualche eBook sul cellulare? Quali sono le vostre impressioni?
Via | SBF Blog
Foto | Irish Times
liandra
21 gen 2011 - 11:26 - #1leggere su cellulare o su schermi troppo piccoli lo trovo snervante(o l’immagine è troppo piccola e non riesci a leggere o è troppo grande, riesci a leggere però devi continuamente scorrere la pagina) e in più fa male agli occhi…io resto aggrappata al mio bel libro di carta!
gloutchov
21 gen 2011 - 12:14 - #2Nessun problema a leggere dallo schermo del mio smartphone. Lo faccio regolarmente… ogni volta che sono in giro e non ho la possibilità di avere con me il Kindle. Ovvio che lo schermo stanca un po’ gli occhi ma è sufficiente staccare lo sguardo ogni tanto dallo schermo e guardare il paesaggio o le persone che ti stanno attorno.
Certo… in Italia, leggere un ebook sullo schermo di un cellulare attira lo sguardo incuriosito delle persone!
Ludo_ii
21 gen 2011 - 12:42 - #3I «romanzi da cellulare» o mobile novels sono una cosa diversa dagli e-book e penso possa essere fuorviante considerarli allo stesso modo.
Le mobile novels sono molto lette anche in Giappone e hanno un successo tale da trasformarsi spesso in romanzi cartacei e ispirare anche varie serie televisive (Akai Ito e Tenshi no Koi, tanto per fare degli esempi conosciuti anche agli appassionati d’Occidente). I capitoli sono tendenzialmente più corti ed è vero che la scrittura in ideogrammi o attraverso gli alfabeti bisillabici (katakana e hiragana) ha facilitato il loro sviluppo in determinate regioni asiatiche.
DiCui
22 gen 2011 - 00:48 - #4“La metà della popolazione adulta cinese legge libri di cui circa il 25% usano strumenti elettronici”. Azz! Ma la sintassi?…
iness
24 gen 2011 - 15:32 - #5ma dove è finito l’amore per la carta, il dolce rumore delle pagine che vengono sfogliate, che non è altro che la voce delle parole scritte in quel libro che ha un suo odore, il suo profumo che si respira, man mano che cresce l’ansia del lettore, o la sua felicità, o preoccupazione? c’è forse confronto tra leggere dal cellulare o da un bel libro, oggetto e simbolo da sempre di una delle più belle arti praticate dall’uomo: la lettura.. tenere in mano un libro, tenerlo sulle gambe, appoggiarsi per assimilarne fino a fondo tutto quello che ha da offrirci e farlo entrare dentro di sè.. e tutto questo non è che solo una minima parte dell’intenso rapporto che nasce, o forse che c’è da sempre, tra il lettore e l’oggetto del suo amore: il libro. E quindi, è paragonabile tutto ciò a un telefono??
robo_
24 gen 2011 - 16:28 - #6@iness: a parte il fatto che il “profumo del libro” è più una leggenda metropolitana che realtà (mai sentito come puzzino d’inchiostro i libri?), il libro non è simbolo “da sempre” della lettura. Prima c’erano i rotoli, prima ancora le tavolette e via dicendo. Se ti piace leggere sul cartaceo invece che sul digitale, ok, nessun problema. Ma mitizzare uno strumento in nome di una “nonsoquale” nostalgia impregnata di romanticismo non ha molto senso…
Ludo_ii
24 gen 2011 - 16:33 - #7@iness
Credo sia inopportuno paragonare il «lettore» al «fruitore» del libro: un «lettore» non deve necessariamente essere un bibliofilo, o un appassionato della pagina stampata per leggere; il «fruitore» può essere lettore e contemporaneamente apprezzare l’oggetto libro nella sua forma materiale più tradizionale, così come può incarnare un’infinità di altri soggetti funzionali (io, per esempio, apprezzo molto gli aspetti paratestuali del libro stampato, e soprattutto quelli peritestuali).
Per il lettore le differenze tra l’«opera», l’«espressione» e la sua «manifestazione» possono anche assottigliarsi, tanto da far passare in secondo piano il supporto che viene utilizzato.
sergio001
24 gen 2011 - 17:21 - #8io porto l’ipad e i libri li leggo li’. ho provato sul cellulare ma non ci riesco
lovingwords
25 gen 2011 - 01:05 - #9ma i romanzi per cellulare sono come l’ultimo romanzo di Marra, quello pubblicizzato dall’Arcuri, che è un “epistolario d’amore in SMS”?
Ludo_ii
25 gen 2011 - 01:40 - #10@lovingwords
No, i romanzi per cellulare sono dei lunghi racconti che nascono per essere letti su cellulare. Molti sono fruibili anche con un computer via internet. Ecco un esempio di una porzione di Akai Ito (in giapponese):
http://de-view.net/book/novel.php?T=2948&aid=1&f=sentence&tid=1&pos=3
Chiaro che alcune lingue orientali si prestano di più a questa forma di letteratura rispetto alle nostre perché utilizzano molti ideogrammi.
Al di fuori delle aree asiatiche non tutte le compagnie telefoniche offrono la possibilità di poter leggere mobile novels. Ciò non ha impedito anche agli Occidentali di cimentarsi a scrivere in ’stile da cellulare’ (capitoli brevi possibilmente dai contenuti pregnanti) e di proporre i propri lavori su internet:
http://mobilenovel.blogspot.com/
digitaligor
25 gen 2011 - 18:31 - #11Ho letto tutti i 5 volumi della serie “Guida galattica per gli autostoppisti” sul cellulare (Nokia N95) un pò alla volta. Questo dopo aver letto un paio di pagine nella versione cartacea del primo libro che, ovviamente, mi hanno preso parecchio tanto da volerlo leggere in qualsiasi minuto libero durante le giornate :-) Può essere stancante, è vero, ma basta staccare gli occhi ogni tanto e riposarli con il “paesaggio” circostante.