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A mani alzate. Aforismi di Mauro Parrini

Pubblicato: 16 gen 2011 da sara

mauro parriniMolto probabilmente non morirò: come posso condividere qualcosa con questa umanità con cui non ho mai avuto nulla da spartire?

La splendida raccolta di aforismi di Mauro Parrini, professore di Filosofia e storia a Magenta è la dimostrazione che davvero a volte “solo tacere è meglio di un aforisma”, come scrive l’autore. Gli aforismi di Parrini sono nati – applicandovi una sua stessa definizione – da un mondo in rovina, sono “un’Apocalisse provocata da una puntura di spillo”.

E davvero per l’Apocalisse basta un buon aforisma, se “davanti alle questioni ultime non si può che vibrare. Ogni tentativo di risposta, compresa la fede, è violenza”: la banalità infatti “è una caratteristica del linguaggio, non della realtà. Chi tace non è mai banale, chi parla lo è quasi sempre”.

Aforismi, quelli di Parrini, che sono anche lenti d’ingrandimento sui tempi che viviamo al giorno d’oggi, quando “non avere niente da mostrare è imperdonabile, come una volta lo era avere qualcosa da nascondere”, oggi che è elegante “solo chi può permettersi di seguire la moda senza smettere di esserlo”.

Oggi “se la morte fosse un’istituzione vivrebbe la sua eclissi, messa in crisi com’è da forme più raffinate di distruzione; se essa non passa di moda è soltanto per il pregiudizio con cui gli uomini si ostinano a pensarla come un destino”, e “anestetici e analgesici non sono che piccole quantità di morte assunte quando si è ancora in vita: la triste pratica di un’umanità stanca di vivere e incapace di morire”.

E se molti per tutta la vita “pensano di essere in guerra col mondo, e poi si trovano a fare la pace solo con se stessi”, viene da pensare che si, forse è vero, “si è liberi solo nell’infanzia, il resto è un percorso obbligato tra l’ossessione erotica e quella della morte”. Quindi “se non avete ancora trovato la vostra strada, meglio: impiegherete più tempo per arrivare al fallimento”.

Io di sicuro ho fatto mia l’idea che “si scrive solo per rispondere all’io sconosciuto che ci portiamo dentro, e che ci parla con la nostra voce”, e anche le due deliziose paginette di aforismi dedicate alla bicicletta, che “somiglia pù di ogni altra macchina all’aeroplano: essa riduce al minimo il contatto con la terra, e soltanto la sua umiltà le impedisce di volare”. Si candida ad essere uno dei libri di aforismi che regalerò di più.

M. Parrini
A mani alzate
Pendragon
14 euro

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di dante-dellamorte

    dante-dellamorte

    16 gen 2011 - 14:28 - #1
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    Ma come si fa a essere così pieni di sè da pubblicarsi gli aforismi da soli? gesù cristo che gente inutile.

  • Sara - Booksblog

    17 gen 2011 - 09:09 - #2
    0 punti
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    Gentile Dante,
    quella aforistico è semplicemente un genere letterario a cui per fortuna molti ancora oggi si dedicano. La forma aforistica non è qualcosa di riservato solo ai ‘grandi’ della letteratura. Il fatto che sia un genere letterario poco visibile, e che la critica oggi non se ne occupi, non significa che sia un genere “vuoto”, buono solo per sparar sentenze, come nel luogo comune. Sui libri di aforismi (anche di autori contemporanei) si può tranquillamente esprimere un giudizio negativo o positivo, che non può però che essere motivato solo dalla loro qualità letteraria.

  • Profilo di biascicamale

    biascicamale

    17 gen 2011 - 18:41 - #3
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    Hai ragione sara è che per gli aforismi non guasterebbe avere un pò di “autorità”.
    è sempre così come in ogni cosa ma a maggior ragione in una tipologia di testo di per se stessa molto ermetica all’orientamento “filosofico” del suo autore. è diciamo un riassunto del quale non si conosca l’opera dalla quale è stato tratto.conclusioni senza premesse e facilmente “sofisticabili”. :)

  • Profilo di dante-dellamorte

    dante-dellamorte

    02 feb 2011 - 22:03 - #4
    0 punti
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    hehehe “Gentile Dante”, hahaha.

    No, niente, è che io odio anche le autobiografie, i libri di chi crede di saperne più di te, di chi vorrebbe saperne meno, e potrei continuare fino a domani. Probabilmente forse odio i libri.

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