Gemma impura, di Alice Pung

alice pung

Non masticare la caramella di gomma – dicono le mamme ai figli – Sputala. Sputala adesso, ecco così, lì per terra. Oh, che meraviglia questo nuovo paese, dove i bambini temono di morire perchè hanno ingoiato una cicca Wrigley alla menta e non per aver camminato su un barattolo di latte condensato pieno di esplosivo!

Gemma impura, di Alice Pung, è schizzato subito in alto, nella top ten dei libri di formazione più belli che ho letto nella mia breve vita (e non fate ironia sulla 'breve', non vi dirò MAI la mia età). Mentre leggevo mi domandavo: ma possibile che un editore di piccolo-medie dimensioni come Mobydick sia riuscito ad accaparrarsi un libro così bello, 'degno' delle scuderie di un qualsiasi Mondadori, Newton Compton etc?

Sì è possibile, mi sono risposta subito, conoscendo il catalogo di qualità di Mobydick (di cui avevo già letto Un inverno che non dimenticheremo di Stefano Bernazzani). Ora, uscendo dalle mie considerazioni personali (e dai miei applausi interiori ai piccoli editori), passiamo alla storia, che riguarda la vita e la crescita, in Australia, di una bimba cino-cambogiana, Alice-Agheare.

La seguiamo fin dalla pancia della mamma, quando la sua famiglia, appena trasferitasi in Australia, vive le prime esilaranti avventure con gli 'omini' verdi dei semafori o i carrelli dei supermercati. Una volta daranno una cena cucinando cibo per cani, non distinguendo la confezione dalle altre. “Wah, chi poteva credere che danno carne così buona ai cani? Che fortuna essere un cane in questo paese!”

Alice nasce, impara a camminare, e non appena avrà le facoltà per capire il linguaggio la nonna le riempirà la testa della storia di suo nonno, dei suoi zii da piccolini, del Paese che si sono lasciati alle spalle.

E poi i Natali passati usando come festoni le brochure delle pubblicità (che serve colorare i festoni? Ci sono già tutte quelle carte coloratissime e già pronte da usare!).

E poi le prime bambole con i capelli di lana e le facce ricamate, che “ci facevano dimenticare i nostri difetti fisici: i pidocchi, le unghie orrende, la mia permanente con la P maiuscola e la zazzera di capelli rossi di Beatrice (la migliore amica di Alice, ndr)”.

Vediamo Alice-Agheare andare a scuola, badare svogliatamente ai fratelli mentre la madre è in garage a cuocere gioielli e il padre avvia un negozio di informatica. Lei è sempre lì, a ciondolare con un libro in mano. “Vedi Agheare – mi spiegava mio padre – una famiglia è come un serpente. Se la testa procede drita, allora il resto del corpo le va dietro dritto...avrei voluto essere buona e mite, invece che insoddisfatta e inquieta. Come potevo riempire il mio tempo in maniera utile, invece di ciondolare sempre con un libro in mano?”

Mentre le altre ragazze escono con i primi fidanzati a lei tocca cucire copiando gli stemmi originali delle uniformi scolastiche, abilmente piratati, con l'unica panacea del caffè istantaneo con latte condensato. “Fantasticavo di essere una principessa che languiva in una torre, o meglio, di essere una fanciulla rinchiusa dipendente dalla caffeina reclusa dentro una catapecchia, dietro la fabbrica di moquette”.Poi arrivano le prime infatuazioni e i genitori per motivare i loro divieti a uscire le dipingono “un mondo in cui qualsiasi uomo al di sotto dei vent'anni era un precoce pervertito, e ogni uomo oltre i vent'anni un potenziale pedofilo”.

“Per far crescere una ragazza, mi resi conto che erano necessari litri di Unguento Socializzante in aggiunta a quello Smorza Anime. Era necessario massaggiarli entrambi uniformemente su tutti gli arti, finchè la bambina non si accasciava spossata...Una volta che i muscoli si indurivano, si poteva star certi che il risultato ottenuto era una giovane donna perfetta, così tranquilla e silenziosa e sedata, che era addirittura possibile avvolgere tale prezioso cimelio nella bambagia e metterla in mostra in una credenza”.

Devo continuare? Non vi è già venuta voglia di leggerlo e di scoprire come prosegue?
Il libro ha vinto il primo premio come Newcomer of the Year dell'editoria australiana, nel 2007.

Alice Pung
Gemma impura
Mobydick ed.
16 euro

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