Gli inganni dell'editoria a pagamento secondo Michela Murgia

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accabadora Da tempo Michela Murgia (premio Campiello 2010 con Accabadora) porta avanti una battaglia contro l’editoria a pagamento insieme ad altri scrittori, come Sandrone Dazieri o Loredana Lipperini. Murgia si rifiuta, ad esempio, di presentare i suoi testi in librerie che vendano i cataloghi di editori a pagamento. Vi riporto qui tre stralci dal suo articolo contro l’editoria a pagamento, che secondo me centrano esattamente il cuore della questione.

1) Il primo (danno, ndr) è all’autore, che viene illuso che pagare per pubblicare sia una strada per valorizzare il proprio talento, mentre è vero esattamente l’opposto: se è un autore bravo, da quel momento per lui la strada per una casa editrice seria sarà tutta in salita. Se invece è un autore che non ha prospettive, gli verrà alimentata l’illusione del contrario.

2) C’è anche un inganno causato direttamente al lettore, che qualche volta trova nelle librerie locali queste pubblicazioni di nessuna qualità editoriale, senza neanche la più elementare correzione delle bozze, affiancate a titoli di autori che invece sono stati selezionati con cura e i cui testi sono stati corretti e curati da persone competenti.

3) L’altro danno è rivolto agli editori veri, quelli che pagano l’autore per il suo lavoro, anziché farlo pagare, e che tengono in piedi una struttura di professionalità che si prende cura del testo, lo corregge, lo stampa, lo distribuisce, lo promuove e lo accompagna in ogni momento della sua vita editoriale.

Via | Michela Murgia

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