Homo Narrans 2013, suggestioni artistico-letterarie in Valsugana


Quasi tutti gli uomini sono dei narratori […],
grazie all'impressione che la vita abbia un corso
si sentono in qualche modo protetti in mezzo al caos
Robert Musil

Homo Narrans

(su twitter al profilo @FestivalPergine e da condividere anche su Instagram con l’hashtag #perginefestival). Comincia bene quel Festival che debutta sotto l'insegna delle parole di Musil, è proprio il caso di dirlo se ci si pone l'obiettivo di presentare un evento che si colloca volutamente "Ai margini del mondo al centro del racconto". Una curiosa intestazione per la trentottesima edizione del Pergine Spettacolo Aperto, che a partire da oggi, 5 luglio 2013, e fino al 13 del medesimo mese, porterà curiosi e visitatori al centro di un ricco insieme di azioni che esplorano i diversi linguaggi dell'arte, lasciando libero corso al loro potente "portato narrativo". Un percorso nato nel lontano 1976, presso coordinate geografiche trentine altamente significative:

intorno a uno dei luoghi più dolorosi e significativi di Pergine, l’ex ospedale psichiatrico, e che dal 1976 si è affermato come contenitore di sperimentazione e di produzioni artistiche connesse a vario titolo con la devianza, la marginalità, l’accoglienza del diversità.

E che si concretizza proprio intorno alle parole, che siano quelle dei testi teatrali, delle canzoni, performance, installazioni, espressioni di danza, e laboratori per raccontare e raccontarsi.

Tra i protagonisti anche Alessandro Haber che con il reading-concerto "The Fool on the Hill" (13 luglio) proporrà un flashback nella mente di Mark David Chapman, assassino di John Lennon, attraverso un’autobiografia minima accompagnata dalle musiche dei Beatles. Mentre Emma Dante rimpasterà i caratteri di un grande classico come "La favola della Bella addormentata" trasformata in "La bella Rosaspina addormentata" (7 luglio), caduta nel sonno ancora bambina e risvegliata grande un secolo dopo nella contemporaneità di Facebook e dei matrimoni gay, dove anche il principe azzurro è molto, ma moooolto diverso dall’originale e la metafora del passaggio dall'infanzia all'età adulta si fa ancora più attuale.

Via | perginefestival.it

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