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Skippy muore, di Paul Murray

Pubblicato: 15 dic 2010 da sara

skippyL’afrore dell’adolescenza, refrattario a deodoranti e finestre aperte aleggia pesanete nell’aria che tintinna di bip bip, campanellini e loop di musica argentina mentre duecento cellulari, proibiti durante le lezioni, vengono accesi contemporaneamente con la stessa avidità con cui un sommozzatore si attacca alla scorta di ossigeno. Dalla sua nicchia, elevata a distanza di sicurezza, la madonna di gesso con la sua aureola di stelle e la carnagione rosa confetto osserva con una smorfia vezzosa il trionfo della mascolinità in pubere ai suoi piedi.

E’ questa la tipica atmosfera da ricreazione al Seabrook college di Dublino, dove studiano il protagonista di Skippy muore, Daniel ‘Skippy’ Juster appunto, che vediamo morire nella prima pagina, in preda agli spasmi, durante una gara a chi mangia più ciambelle, da Ed’s, nel fast food vicino alla scuola.

La gara era persa in partenza, comunque, perchè Skippy aveva davanti il suo migliore amico, il ciccione Ruprecht, che rappresenta “una pozione letale per la reputazione di ogni ragazzo che lo frequenti”. Agli amici di Skippy – una ragazzetto magrolino che però è un “campione” di nuoto – Ruprecht piace, e quindi finisce “che se vuoi essere amico di Skippy ti prendi anche Ruprecht, come un bambolotto omaggio che ti danno se fai il pieno all’autogrill, ma del peso di quasi mezzo quintale”.

Dennis invece, non lo sopporta – certo, lui che “non si è impegnato in nulla con entusiasmo, con la sola eccezione di una campagna di grande successo l’estate scorsa, mirata a espungere la prima lettera nella parola ‘canale’ in ogni sua apparizione nella cintura urbana di Dublino”.

Invece Ruprecht è convinto che prima o poi troverà il modo di dimostrare l’esistenza della quarta dimensione, per lui “affrontare un difficile quesito matematico è come abbandonarsi in un bel bagno caldo”, e non fa che progettare strani congegni, mentre la sua parete è tappezzata di mappe di costellazioni, foto di Einstein e “un foglio con i punteggi delle sue più memorabili vittore a yahtzee”.

Percorriamo a ritroso la vita prima della morte di Skippy (morte sospetta: non ha fatto in tempo a mangiare neanche una ciambella), nel college in cui si susseguono le lezioni di religione di padre Jonas, “un circo in cui gli animali hanno preso il controllo della situazione” e quelle della splendida Miss McIntire, che rende la geografia la materia preferita dei suoi alunni, turbando di non poco i pensieri dell’insegnate di storia, Howard il codardo (per una vecchia storia di mancati salti al bunjee jumping, che lo perseguita ancora).

E’ che lei, pensa Howard quando la vede “è come se si fosse fatta un giretto nella sua memoria e avesse scelto i suoi vestiti nel guardaroba di tutte le principessine di buona famiglia dai capelli d’oro per le quali lui si struggeva invano nei centri commerciali e nelle chiese della sua giovinezza”. Peccato che Howard conviva da tre anni con l’americana Halley, che gli era sembrata, nella prima ora, il suo ‘altrove’.

Tutto prosegue regolarmente, almeno in apparenza, in preparazione del concerto di Natale (“lo facciamo diventare una celebrazione spettacolare del nostro 140esimo anniversario…Risonanza mediatica, forse persino una diretta televisiva”, azzarda il preside, l’Automa). Ma niente è come sembra.

Perchè Juster – che continua a sentire uno strano scricchiolio nella testa - sta per conoscere la fantastica Ragazza del Frisbee, forse Howard organizzerà il ballo di Halloween insieme a Miss McIntire e prima o poi il luminare professor Tamashi si accorgerà delle invenzioni di Ruprecht, e….

Insomma: sono circa 700 pagine di pura estasi letteraria, cariche di ironia, intelligenza, immagini calibrate, il tutto in un’atmosfera che vi ricorderà, si, l’Attimo Fuggente, gli amori perduti della vostra adolescenza, le battute sempresempresempre sul sesso dei vostri amici delle medie. E poi la vita che a trent’anni vi cambia, “e se fossi sicuro che fosse come la volevi, e non solo la vita che ti sei ritrovato a vivere perchè avevi paura di inseguire la vita che volevi”.
E poi forse una dimensione parallela alla nostra, davvero esiste. La creiamo ogni giorno con le nostre scelte, perchè “non vogliamo sempre essere da un’altra parte, in fondo”? Uno dei libri più belli che ho letto quest’anno (nel 2011 è in programmazione il film).

Paul Murray
Skippy muore
Isbn ed.
16 euro

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