André Schiffrin a Più libri più liberi: le politiche locali possono salvare i piccoli editori

foto in bianco e neroAndré Schiffrin rappresenta una voce autorevole dell'editoria internazionale. Editore e scrittore, strenuo difensore della piccola e media editoria, con le sue opere si oppone al neoliberismo sfrenato che ha invaso anche il mondo dei libri. Di Schiffrin Voland ha pubblicato da poco Il denaro e le parole, che è stato presentato il 4 dicembre a Più libri più liberi dallo stesso autore, intervistato da Marino Sinibaldi.

SULL'EDITORIA INDIPENDENTE
Per Schiffrin l'editore indipendente è quello che vuole mantenere il ruolo classico e cioè pubblicare libri che fanno guadagnare, accanto ai libri che non fanno guadagnare, ma per una questione di sopravvivenza e non per l'ossessione del denaro. Ha citato, come caso opposto, Murdoch che ha pubblicato molti titoli a sostegno della dittatura cinese perché interessato al mercato delle tv via cavo.

E-BOOK
L'autore paragona la rivoluzione degli e-book a quella di altre invenzioni del secolo scorso, come la radio e la televisione che, si diceva, avrebbero causato la scomparsa del libro. Per ora vengono digitalizzati soprattutto i best seller, quindi non rappresentano, secondo lui, una minaccia al libro cartaceo. Ne vede, però, le applicazioni positive e porta l'esempio di un'università americana che ha messo in digitale, online, tutte le lezioni dei corsi.

POLITICHE CULTURALI
L'Italia, secondo Schiffrin, dovrebbe guardare a paesi come la Norvegia e creare politiche differenziate per ciascuna attività (cinema, arte, libri). In Francia, racconta ancora Schiffrin, esistono delle politiche di sostegno alla cultura, come la tassa per aiutare i cinema d'essay. "A Parigi posso vedere molti più film che a New York". Poi invita a reagire gli organi politici locali: "Anche se c'è un governo reazionario, le città, le province e le regioni possono mettere in atto azioni per aiutare la cultura, come in Francia, dove in un piccolo paesino il sindaco ha donato una vecchia scuola a un editore di poesia che è poi diventato il più grande editore di poesia francese. Anche Parigi si dà da fare: in un arrondissement sono stati dimezzati i canoni di locazione a editori e librerie, così le strade ospitano cultura e non solo vestiti.

Probabilmente allo scrittore sono sfuggite le dichiarazioni del nostro ministro dell'economia e il fatto che nel nostro paese si va quasi verso l'eliminazione del Ministero per le attività culturali, figuariamoci se si pensa di aprire un organismo di tutela per il libro. Comunque, per fortuna non tutti i paesi sono messi male come il nostro. Speriamo che qualche amministratore locale tragga spunto dai consigli di Schiffrin.

Foto | Legge sul prezzo del libro

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