“Compiacimenti della vestaglia, e tardo/caffè e arance in una sedia assolata”. Quanto mi fa domenica questa poesia dell’inglese Wallace Stevens (1879-1955), nei suoi primi versi. Serpeggia in sottofondo la commemorazione sacrificale cristiana, percepita come ‘buia invasione di quella vecchia catastrofe”. La giornata, nella domenica di Stevens, è come ‘acqua vasta, senza suono’.
Compiacimenti della vestaglia, e tardo
caffè e arance in una sedia assolata,
e la libertà verde di un cacatua
su un tappeto si mescolano per dissipare
il silenzio sacro del sacrificio antico.
Lei sogna un po’, e sente la buia
invasione di quella vecchia catastrofe,
come una calma si scurisce tra le luci d’acqua
Le arance pungenti e luminose, ali verdi
sembrano cose in qualche processione dei morti,
piene di vento attraverso l’acqua vasta, senza suono.
La giornata è come acqua vasta, senza suono,
placato per il passaggio dei suoi piedi sognanti
sopra i mari, fino alla silente Palestina,
dominio del sangue e sepolcro.(…)
(W. Stevens, Sunday Morning, trad. mia)
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