Babbo Natale è strunz, una raccolta di racconti imperdibili

babbo natale

Last Christman I gave you my heart, il Natale scorso t'ho dato il mio cuore. But the very next day you gave it away, ma il giorno dopo l'hai dato via.
E' stato George Michael a lanciare definitivamente l'idea di riciclare i regali di Natale.

Un libretto da regalare a tutti coloro a cui il Natale non va giù. A quelli che "una volta a tavola, tutti diremo che squisitezza, che bontà, ma come hai fatto, ma dai no, eccetera eccetera. E io butterò l'intruglio da qualche parte". A quelli che "basta il solito Natale, noioso come un tarlo, puntuale come una formica, con le sue lucine bianche fatte a stella e quell'insopportabile sottofondo di zampogna".

Insomma: se state per essere colti da un attacco di panico alla sola vista delle luminarie, questo è il libro apotropaico che fa per voi. Ci troverete un ritmatissimo dialogo (con colpo di scena finale) fra due abeti, e un "babbo Natale che uccide se stesso, nella variante femminile", ovvero un assassino "che ha avuto la bella pensata di vestirsi da babbo Natale per passare inosservato".

Ma c'è spazio anche per gli striscianti sospetti sulla natura dei Magi ("non erano re ma semplici rappresentanti, venditori. E sì, Melchiorre, è inutile che mi guardi con quella faccia lì") rivelati in un divertente monologo dei personaggi del presepe, disoccupati 11 mesi l'anno.

E se la storia del parto di Maria fosse stata raccontata diversamente forse oggi la richiesta di parità per le coppie gay sarebbe a buon punto. Ma ci sono anche due racconti sui modi traumatici (e anche cruenti, va') che proprio davanti all'albero addobbato ti fanno scoprire che no, Babbo Natale non esiste. E come la mettiamo se il tuo ragazzo ti lascia proprio il giorno dell'antivigilia per un'altra e a te spuntano due corna che neanche una renna?

Basta, per me ormai questi racconti sono dei piccoli cult, e ormai vado in giro con il libro in borsa e ho deciso che ne inserirò dei brani a caso in ogni biglietto di auguri. D'altronde il genio dell'editore non è casuale (sono gli stessi della mitica rivista Toilet)


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