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Una sposa conveniente, di Elsa Chabrol

Pubblicato: 01 dic 2010 da sara

chabrol Nel paese di Pouligeac, abitato da 9 anime in tutto (e tutti over 70) gli abitanti sono disperati, perchè il giovane Pierrot detto il Piccinino (47 anni suonati, un marcantonio alto un metro e ottantacinque per novantasette chili di bonomia) dopo la morte dell’amata madre Paulette ha deciso che vuole cambiare aria. Vuole partire, trovare una donna e metter su famiglia.

Una tragedia che rischia di sconvolgere l’esistenza di tutti (soprattutto perchè Pierrot è l’unico a possedere un’automobile ‘e soprattutto, a essere in condizione di guidarla’). Il paesino è talmente piccolo che bisogna fare sedici chilometri solo per avere uno yogurt, e poi Pierrot è insostituibile, perchè ‘passa le giornate a riparare di tutto, installare di tutto, il solo della sua generazione ad essere rimasto lì’.

I vecchietti non si perdono d’animo: la soluzione è trovargli una donna che venga ad abitare a Pouligeac. Ma dopo una rapida ricognizione nei paraggi il verdetto è senza appello: la donna non si trova. Ecco il secondo libro più divertente dell’anno secondo la mia personale classifica. Non perdetevelo, davvero, perchè ‘Una sposa conveniente’ è un piccolo capolavoro che vi farà sorridere almeno una volta ad ogni girata di pagina.

Vi dico solo che fra i tanti personaggi (fra cui una coppia di ultrasettantenni innamorati ‘a distanza’ da 20 anni) c’è l’indimenticabile Leonie Proueheze, detta la Talpa per i suoi occhialoni, che, a 88 anni suonati, ha deciso che vuole perdere la sua verginità, dopo una vita passata “a ripetere santa Vergine ogni tre parole” (e dopo un ictus ‘rinsavente’). “Aveva acquistato per corrispondenza dei vestiti di pizzo attillati…e una quantità impressionante di cosmetici di cui ignorava il modo d’uso, nella speranza, diceva, ‘di avere tutte le briscole dalla mia’”.

Tornando alla trama, vi basti sapere che la soluzione del dilemma della ricerca di una moglie per Pierrot è inevitabile.

“Una soluzione ci sarebbe…” disse d’un tratto.
“E quale?”
“Internet”
“Prego?”
“Internet.”
“Che roba è?”

Al centro dell’abile intrigo per conquistare la russa c’è Juliette (che si fa installare l’Adsl nella camera del ‘povero papà’) l’ultracentenaria che punta al record di sopravvivenza, e che ‘con gli anni era diventata un po’ sentenziosa”, perchè “ossessionata dall’idea che ciascuna delle sue frasi poteva essere l’ultima, temeva di morire subito dopo aver detto qualcosa di molto insignificante, se non addirittura una fesseria”. Allo stesso scopo, si dedica giornalmente ad esercizi di mimica facciale (per non avere una brutta espressione quando la ritroveranno stecchita).

Juliette vive con una lapide in salotto (l’ha pagata parecchio, e di certo se ne gode la vista più così che quando ci sarà sotto) e ha “la tendenza a finire le frasi con ‘Se ci sono ancora’ o ‘Finchè sono ancora viva’, e se uno le diceva ‘a domani’, lei risponde immancabilmente ‘forse’”.

Ma ciò non sembra avverrà tanto presto come riconosce lo stesso medico, Mourniflet, che “sapendo che Juliette non l’avrebbe mai chiamato, a volte approfittava di qualche visita per scambiare - con l’aria più innocente del mondo – quattro chiacchiere con lei e controllare se era sempre ‘in gamba’”.

E’ Juliette che decide: la donna si troverà, su un catalogo di ragazze russe in cerca di marito, e dovrà chiamarsi Tatiana. Come un personaggio di un libro che si era ritrovata in salotto.

Elsa Chabrol
Una sposa conveniente
Frassinelli
19 euro

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