Non c’è certo bisogno di commissionare un’indagine all’Euriskos per sapere che tra gli attributi principali della critica letteraria, secondo la maggior parte della gente – compresi la maggior parte dei lettori comuni – sono la noia, la pedantezza e l’inutilità. Tecnicismi, citazioni auliche, tonalità vocali piattissime, capacità di stupire pari a zero, sono queste le caratteristiche che trasformano spesso le comunicazioni letterarie, su qualsiasi supporto, dalla radio alla televisione alla carta stampata, in inascoltabili o illeggibili cascate di parole inutili (inutili perché prive di pubblico, sia chiaro).
Ma non sempre è così, basti vedere per esempio una qualsiasi delle recensioni atipiche realizzate dal professore americano Ron Charles, concentrati di sarcasmo imperdibili che gli hanno permesso di riprendere la sua attività di critico letterario sul Washington Post dopo che, per mancanza di interesse del pubblico, il supplemento “Book World” – che lui stesso dirigeva – era stato chiuso.
E così Ron Charles, costretto a sfruttare tutta la sua versatilità, si è inventato queste schegge di puro divertimento, intitolate «Totally Hip Video Book Reviews» che, grazie ai potenti mezzi di internet e del Washington Post, ora sono sulla cresta dell’onda e del gradimento del pubblico americano. Il consiglio che vi do, almeno per coloro che masticano a sufficienza l’inglese, è di vederveli tutti.
Via | El Aleph Blog
londoncalling_
26 nov 2010 - 11:11 - #1Il consiglio che ti dò è:
impara ad accentare le parole;
studia la formazione dei plurali per le parole che terminano in “cia” e “gia”.
Una volta fatto questo possiamo tornare a parlare di critica.
leblanc
26 nov 2010 - 11:22 - #2il consiglio che accetto è stare attento ai plurali in cia e gia…
quello che non accetto sono le lezioni di accento sbagliate…
eh eh… grazie per la prima segnalazione, mi scuso per le “scheggie” di orrori grammaticali, ma dò con l’accento non lo scrivo nemmeno davanti ad un plotone di esecuzione…