
Allora. Cerchiamo di rendere utile questa testata dedicata ai libri per tutti voi per cui per cui la giornata è iniziata male (a me invece tutto abbastanza bene, grazie). La strategia è semplice: prendiamo di mira un obiettivo, e iniziamo un tiro al bersaglio.
No, non è necessario fare nomi, per carità (anche se di ‘nomi’ da fare, eee quanti ce ne sarebbero). Piuttosto, concentriamoci su qualcosa di oggettivo, su dettagli che proprio non sopportiamo, nei libri che leggiamo. Contenuti o veste grafica, è uguale. Ad esempio, partiamo dalla copertina, e in particolare dai titoli.
Io non sopporto i libri in cui il nome dell’autore è più grande del titolo (”non potrà non piacerti, l’ha scritto LUI/LEI - ci suggerisce ipnotica la copertina - che stai a cavillare sul titolo, a fissarti sull’immagine o la quarta di copertina”). Ok, non li sopporto (e non sopporto gli scrittori che si rendono meritevoli di tale trattamento, quindi).
Non sopporto i titoli scritto in carattere corsivo, nè quelli (va tanto di moda, ora), che anche se sono composti da una sola frase occupano tutta la copertina, come fossero una poesia con tanti ‘a capo’. A me piace: autore + titolo, stesso carattere, l’uno sopra l’altro, e poi spazio all’immagine (anche se non le sopporto tanto, le immagini, mi piace di più la copertina tutta di un colore). Voi?
Foto | Flickr
elena tonus
28 apr 2011 - 23:18 - #1sono d’accordo sui titoli e gli autori e pure il corsivo. Soprattutto non mi viene voglia di leggere libri con i titoli che parafrasano altri titoli. Da un po’ di tempo va per la maggiore “Il ragazzo che…”; “La donna che….” ecc. ecc. Eppure ci sono titoli che non ti fanno venire nemmeno la tentazione di leggere la quarta di copertina: li leggi e il libro è già tuo, gli hai già dato fiducia. Magari non sarà poi una lettura così folgorante, però non sarà stato l’ennesimo qualcuno che faceva qualcosa simile al suo vicino sullo scaffale.
Ciao e grazie
Elena