Nella notte tra il 26 e il 27 ottobre scorso nelle sale del Senato francese è successa una cosa che qui da noi suonerebbe talmente impensabile e pazzesca: non parlo del fatto che il parlamento fosse aperto di notte (mentre qui da noi di notte i politici fanno ben altro che votare leggi), e nemmeno del fatto che hanno votato all’unanimità a favore di una legge (qui da noi succede solo quando bisogna approvare i propri stipendi), parlo invece di una legge necessaria per l’editoria libraria all’epoca della sua riproducibilità digitale.
Si tratta, in buona sostanza, della estensione della legge Lang, in vigore oltralpe dagli anni ‘80, al mercato editoriale digitale, ovvero dell’imposizione del prezzo unico del libro fissato dalle case editrici. Un modo nient’affatto originale ma, come dimostra la pluriennale esperienza francese, molto efficace, per preservare l’indipendenza e la varietà di offerta editoriale nel paese.
Una legge intelligente a favore dell’editoria, approvata di notte, dai membri del Senato all’unanimità: neanche il più ingenuo idealista porebbe sognare una cosa del genere per l’Italia. Ed è proprio questa assoluta prevedibilità la cosa che fa arrabbiare di più.
Via | 01net.com
lylius
09 nov 2010 - 16:58 - #1Che nervi vivere in Italia.
A parte il cibo e alcuni paesaggi vorrei proprio sapere quali altri vanti abbiamo.. tsè!
paolo666
10 nov 2010 - 01:32 - #2Capisco le ragioni, ma la legge sarà un altro inutile sforzo protezionistico. I tempi stanno cambiando, una legge migliore avrebbe aiutato nella transizione a digitale e Print On Demand. Non c’è nessuna assicurazione al mondo di poter vivere come si faceva “prima” se no staremmo ancora a barattare pelli di animali e a scrivere giusto sulle pareti delle grotte.