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Appunti di un venditore di donne, il nuovo spiazzante romanzo di Giorgio Faletti

Pubblicato: 09 nov 2010 da Manila Benedetto

Esce oggi “Appunti di un venditore di donne”, il nuovo libro di Giorgio Faletti, ormai considerato dalle cifre di vendita (milioni di copie), il più grande scrittore italiano.

Facciamo un passo indietro. Otto anni fa, Faletti era un cabarettista sulla via del declino dopo anni di Drive In ed una canzone-denuncia al Festival di Sanremo sulle stragi di mafia. Finché non giunse nelle librerie “Io uccido” un noir-thriller ambientato a Montecarlo, edito sempre da Baldini Castoldi Dalai, che lo rende - non senza qualche polemica - famoso in tutto il mondo (”I kill” terzo in classifica in Inghilterra nell’estate 2010). In otto anni ha pubblicato diversi libri: Io uccido, Niente di vero tranne gli occhi, Fuori da un evidente destino, Pochi inutili nascondigli, Io sono Dio, tutti che hanno confermato il suo successo come scrittore, sia per vendite che per critica.

Ed ecco che oggi arriva nelle librerie Appunti di un venditore di donne, sempre per i tipi della Baldini Castoldi Dalai. Un altro noir mozzafiato, che viene presentato già dalla sua frase di apertura, assai sconcertante “Mi chiamo Bravo e non ho il cazzo”. Ma dove saremo “finiti” in questo nuovo libro di Faletti? Chi è questo Bravo e perché ci tiene così tanto a farci sapere questa sua “mancanza”? Siamo nel 1978, nei sobborghi di Milano un attimo prima che si trasformi nella Milano dei vip, la “Milano da bere”. Siamo in un’Italia provata che sta cercando con tutte le forze di superare gli anni di piombo, che è tormentata dai comunicati dei rapitori di Aldo Moro, sporcata dal sangue dei delitti delle Birgate Rosse, soffocata dalla mafia ed i suoi personaggi, Vallanzasca e Baladamenti, che continuano ad alimentare gli scontri sociali. Ma Milano lotta per diventare diversa, per lasciarsi dietro gli anni 70 ed entrare negli 80 come capitale della vita sociale, capitale della notte, del vivere bene. E’ in questa Milano che c’è Bravo, uomo misterioso ed affascinante, che ha subito la menomazione che ci dichiara già dalla prima frase del romanzo per colpa di uno “sgarbo” e che lo ha reso cinico e vendicativo. Lui è un uomo d’affari. Vende le donne.

E questo gli costerà caro. Bravo, infatti, diviene capro espiatorio di una serie di avvenimenti rimasti insoluti, omicidi e perfino una strage, mentre nella sua vita si avvicina una donna, Carla che, inaspettatamente, soprattutto per la sua menomazione, gli fa tornare a galla emozioni dimenticate. Carla è una merce, lui la vende ad un suo amico, ma quando lei gli sussurra, andando via, “Con te ci verrei gratis” per lui è l’inizio di un tormento. Ma quel tormento interione non è l’unica assenza di pace: mentre cerca di fuggire dalla polizia, infatti, si ritrova in qualcosa molto più grossa di lui e dei suoi affari legati alle donne. A fargli compagnia nella vicenda, come spalle capaci di conquistare il lettore, ci sono i personaggi dell’oscurità milanese, vagabondi e disperati, con cui riesce ad avere un rapporto quasi di amicizia. Ed ecco Daytona, un vagabondo con cui Bravo riesce ad avere un rapporto di fratellanza, e Lucio, il suo vicino di casa chitarrista cieco, che condivide con lui un caffè quotidiano ed una curiosa passione per i crittogrammi. Ma con Lucio condivide anche altro. Condivide una notte d’amore con Carla. Non potendo farlo lui, chiede a Lucio di aiutarlo, ed ecco che, tutti e tre si concedono una “notte artefatta, provvisoria, dove niente appartiene a nessuno”, dove Lucio e Carla fanno l’amore davanti a Bravo, che guarda, che cerca di immedesimarsi, che è lì nel letto con lei. Per interposta persona.

Il romanzo piacerà anche a chi non ha mai amato Faletti per quest’aria prettamente italiana che è capace di farci vivere nelle sue pagine. Un’aria che lui conosce bene, perché è la sua Milano narrate nelle 397 pagine, la stessa città che lo aveva visto protagonista in quegli anni delle notti dei night, quando fare il cabarettista voleva dire vivere di notte e dormire di giorno. Sono lontani i libri all’americana che lo scrittore ci aveva proposto. I suoi fan saranno spiazzati. I suoi detrattori anche. Fate largo al nuovo Faletti, se fin’ora non lo avete apprezzato, dategli un’altra possibilità: potreste sorprendervi.

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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di barbaglio

    barbaglio

    09 nov 2010 - 13:53 - #1
    0 punti
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    Si vede che avra’ cambiato ghost writer.

  • Profilo di manilab

    manilab

    09 nov 2010 - 14:05 - #2
    0 punti
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    Ma sai che non sono molto convinta che lui usi il ghost? D’altronde perché non dovrebbe avere le capacità per scrivere bene? Semplicemente fa un genere che a qualcuno può anche non piacere (come ad esempio può non piacere Ken Follet o Dan Brown), molto commerciale, nato per essere un best seller, ma da qui ad accusarlo di avere un ghost ce ne passa…

  • Profilo di sakura87

    sakura87

    09 nov 2010 - 14:11 - #3
    0 punti
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    Complimenti al Ghost Writer per l’uscita del libro!

  • Profilo di bongiangela

    bongiangela

    09 nov 2010 - 14:50 - #4
    0 punti
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    Se ha un ghost anche lui è un ben misero ghost. Perchè proprio misera, lasciatemelo dire, è la qualità della scrittura. Non é che perchè uno fa fuori una serie di persone per questo deve dimenticarsi anche di farlo con una “penna” più densa di stile. Forse piacerà a chi contesta le prose più arzigogolate, ma porreste mai a pari merito tra i giallisti Faletti e, per esempio, Lansdale?

  • lucand

    09 nov 2010 - 23:25 - #5
    -2 punti
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    faletti, oltre che scrivere bene, ha anche il dono di catturare con storie spettacolari e verosimili. Non vedo l’ora di leggere anche quest’ultima fatica

  • Carla65

    09 feb 2011 - 16:46 - #6
    0 punti
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    Ho appena terminato di leggerlo: diverso dai precedenti, dalla trama realista, attuale e coinvolgente. Giudizio positivo

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