Il sorriso di Angelica, di Andrea Camilleri

copertina sellerio blu con disegno al centro Sarà l'incipiente vecchiaia, quel trascorrere degli anni che misura la distanza tra la vita e la morte, una debolezza malcelata o tutti questi fattori insieme, a far sì che Salvo Montalbano si ritrovi sempre più spesso a cedere davanti al fascino femminile; fascino che ha sempre sentito in modo intenso, solo che ora, rispetto a prima, ne resta spesso vittima. In quest'ultima avventura il commissario di Vigata si ritrova proiettato con il cuore e i pensieri al tempo dell'adolescenza, quando immaginava con struggimento di vivere una storia d'amore con l'eroina dell'Orlando furioso.

Già perché nella storia che Camilleri ci racconta il personaggio principale si chiama proprio come la protagonista dell'opera di Ariosto, e non solo il nome porta Montalbano a rievocare le vecchie palpitazioni: "La signora Cosulich era pricisa 'ntifica, 'na stampa e 'na figura, con l'Angelica dell'Orlando furioso, accussì come lui se l'era immaginata e spasimata viva, di carni, a sidici anni, talianno ammucciuni le illustrazioni di Gustavo Doré che sò zia gli aviva proibito."

La donna compare nella vita di Salvo per via di un'indagine su una serie di strani furti avvenuti a Vigata a danno di una cerchia di conoscenti. I ladri agiscono seguendo un preciso copione: sorprendono i bersagli scelti nelle case di villeggiatura, li addormentano e poi rubano macchina e chiavi per svaligiare l'abitazione in paese. Sembrerebbe un piano perfetto se non fosse che la mente della banda ingaggia una specie di duello con il commissario: gli scrive una lettera rivelando che il suo scopo ultimo non è la refurtiva.

E mentre la mente lavora al caso, il cuore di Salvo è tutto proteso alla bella Angelica: i versi di Ariosto accompagnano il racconto scandendone tutti i passaggi: dal fatal incontro, all'epilogo quando "Or si ferma su un sasso, e guarda il mare, né men d'un vero sasso un sasso pare". Proprio quando la natura impone al corpo e allo spirito pace e tranquillità, Montalbano si ribella e ricerca affannosamente l'impeto delle passioni giovanili, quelle che straziano l'anima e assorbono ogni energia; forse per dimostrare a se stesso (e al dottor Pasquano) che non è ancora arrivato il momento della pensione.

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