L’appuntamento settimanale con il quiz di Booksblog è oggi dedicato alla poesia. Ci riferiamo alla poesia “vera”, non che quella di oggi sia falsa, ma spesso si confonde la poesia con il dire le cose in rima o con lo scrivere le parole una sotto l’altra, come la lista della spesa.
Vi proponiamo, quindi, una poesia: a voi indovinare l’autore o l’autrice. Se poi riuscite a dirci anche chi è il curatore dell’edizione dalla quale abbiamo tratto la poesia, vi prendete pure la lode (il bacio accademico salta, per questa volta!).
Dopo il salto, trovate il testo e la classifica aggiornata. Gareggiate! Per la gloria, miei prodi!
Lo guardo, il giovane che ti siede accanto:
un dio
mi sembra. Lui sereno
e tu che parli dolce,
e amabile sorridi. A me nel petto
il cuore scoppia, tutte le volte.Ti vedo e
subito ammutolisco.
La lingua a pezzi rotola e fuoco
sottile sento sotto
la pelle e gli occhi
ciechi sono e sorderombano le orecchie sudore
freddo scivola addosso
tremore
mi scuote tutta. Dell’erba
verde sono più verde. A morire
mi manca poco.Questo il destino…
sakura87
05 nov 2010 - 13:25 - #1E’ di Saffo, dovrebbe essere Gelosia.
Trotter
05 nov 2010 - 15:51 - #2Saffo, riscritta anche in latino da Catullo.
redqueen
05 nov 2010 - 15:59 - #3E’ L’ODE SUBLIME della grande poetessa dell’antica civiltà greca SAFFO
ness
05 nov 2010 - 16:34 - #4Sicurissima che sia Saffo :)
robo_
05 nov 2010 - 16:45 - #5Esatto, è Saffo. Il titolo è Destino e la traduzione è di Alfio Siracusano (Saffo. La dolce eresia di Eros, Barbera Editore, 2008, ISBN 978-88-7899-212-2, pp. 190, euro 12,50).
Complimenti a sakura87 che si aggiudica un punto!
paolab.
07 nov 2010 - 13:16 - #6che bello leggere saffo! ma ci vuole una precisazione. questa non è “una poesia” ma un frammento di una lirica (dell’opera di saffo abbiamo solo frammenti, tranne un’ode giunta completa fino a noi). questo è il frammento 31 dell’edizione critica Voigt e pertanto non ha titolo. perciò “destino” è il titolo scelto dal traduttore dell’edizione Barbera. mi permetto di segnalare che è scelta decisamente arbitraria anche perché l’ultimo verso che il traduttore rende con la parola “destino”, in greco significa altro. vorrei riproporvi il frammento di saffo nella versione di Quasimodo che mi pare renda più giustizia alla bellezza dei versi greci ed è anche più fedele. vi aggiungo anche questo link a un articolo del corriere, in cui si racconta anche delle numerose versioni che il poeta sudò per la traduzione di questi versi. senza scorciatoie, senza inventarsi “destini” inesistenti…. spero vi piaccia. ciao! http://archiviostorico.corriere.it/2004/luglio/25/Quasimodo_traduttore_Anzi_poeta_co_9_040725064.shtml
Simile a un dio mi sembra quell’uomo/ che siede davanti a te, e da vicino/ ti ascolta mentre tu parli/ con dolcezza /e con incanto sorridi. E questo /fa sobbalzare il mio cuore nel petto. /Se appena ti vedo, subito non posso/ più parlare: la lingua si spezza: un fuoco/ leggero sotto la pelle mi corre:/ nulla vedo con gli occhi e le orecchie/ mi rombano:/ un sudore freddo mi pervade: un tremore / tutta mi scuote: sono più verde / dell’erba; e poco lontana mi sento /dall’essere morta. / Ma tutto si può sopportare…
redqueen
08 nov 2010 - 20:16 - #7Bellissimo contributo e doverosa precisazione.
Grazie paolab.