Molti si stanno interrogando sui rischi che il libro digitale comporta. Come è logico che sia, autori ed editori (ma non solo!) stanno studiando il metodo migliore per evitare che chi acquista degli ebook possa farne delle copie da girare/vendere ad amici e conoscenti.
Insomma, è il vecchio problema del copyright, che con la nascita del formato audio .mp3 ha messo in ginocchio il settore discografico. Per gli ebook è stato messo a punto un metodo per proteggere il file: il sistema DMR (Digital Restrictions Management). In sostanza si tratta di un algoritmo che limita la libera diffusione del vostro ebook.
Direi che si tratta di un sistema tutto da mettere a punto, e per due ragioni: innanzitutto per le sue limitazioni, che travalicano la necessità di tutelare il diritto d’autore. Se scarico l’ebook sul mio pc, ad esempio, non potrò proseguire la lettura quando sono in viaggio, perché mi sarà impossibile trasferire il file su un qualsiasi altro dispositivo portatile. Ma c’è un’altra ragione per cui si tratta di un sistema da rivedere.
Come ha denunciato Luigi Orlotti, giovane editor della Bompiani, il sistema è facilmente aggirabile. Lui, infatti (che di mestiere non fa l’informatico, tra parentesi) è riuscito a decriptare diversi file epub acquistati su Internet. Insomma, questo metodo, come quasi tutti i suoi omologhi informatici, può essere aggirato piuttosto facilmente.
Ciò comporterebbe per il sistema librario lo stesso scenario che negli ultimi anni si è profilato per nel mondo discografico: la vecchia pirateria. Come fare a tutelare veramente il copyright? Probabilmente abbattendo i prezzi. La tendenza degli editori parrebbe quella di vendere gli ebook (quanto meno le novità) al 70-80% del prezzo di copertina. Una cifra ingiustificabile, contando che l’editore non ha più costi di magazzino e di carta.
La soluzione, forse, sarebbe proprio l’abbattimento dei prezzi. Cioè: non una svendita, ma un prezzo più ragionevole. Perché, come tutti sanno, con le proibizioni non si è mai ottenuto nulla.
Foto: Flickr
Via: Affari Italiani
iceblu
19 ott 2010 - 12:33 - #1L’articolo scritto così è un po’ fuorviante; In italia quasi tutti (Biblet di TI, illibraio.it, lafeltrinelli.it etc) usano Adobe Digital Edition che permette, ove disponibile, la consultazione su più piattaforme (PC, MAC, iPad - con blufire reader)
Sono d’accordo con la conclusione ma forse visto che qui si vuol trattare un argomento nuovo sarebbe il caso di argomentare in modo migliore la situazione, giusto per chiarezza.
rienafaire
19 ott 2010 - 12:42 - #2DRM - Digital Rights Management (non restrictions, l’articolo di Affari italiani usa una definizione, diciamo, alternativa). Inoltre la spiegazione del funzionamento del DRM (anche questa ripresa da Affari italiani) è un po’ imprecisa: quale sistema funziona così? Quello di Adobe, che è il più diffuso, permette la lettura (il trasferimento non c’entra niente, non puoi vietare il trasferimento di un file) su 6 computer e 6 dispositivi, almeno stando alle FAQ ufficiali. Kindle pure dovrebbe permettere la registrazione di un massimo 5 dispositivi. Il problema del DRM non riguarda tanto il numero dei dispositivi che si possono autorizzare, ma la scelta: non tutti i dispositivi leggono un certo formato o sono compatibili con un certo DRM. Inoltre se un sistema DRM viene abbandonato tutti i file con quel DRM non saranno più leggibili. Questo mi sembra molto più grave :)
lordmax
19 ott 2010 - 15:19 - #3La soluzione è fare libri ben fatti con un ottimo editing e ad un prezzo corretto.
Io sono un professionista nella creazione di ebook e posso garantire che quelli che facci io non vengono copiati perché non servirebbe a nulla.
TizGT
19 ott 2010 - 16:36 - #4Credo anch’io che sia sostanzialmente una questione di giusto prezzo e facilità d’uso: non appena gli utenti hanno avuto a disposizione iTunes e similari hanno cominciato ad acquistare musica e non solo a piratarla.
Però credo anche che OGNI SISTEMA DRM E SIMILARE DOVREBBE ESSERE ILLEGALE in quanto va contro un basilare principio di libertà, ovvero il diritto al pieno possesso di un bene legalmente acquistato (NB: acquistato, non piratato).
-Ryo-
19 ott 2010 - 19:38 - #51) Apri libro in formato digitale.
2) Premi Stamp.
3) Pagina copiata.
Se non li vendono a un prezzo decente. Copiare un libro è infinitamente facile.
paolo666
19 ott 2010 - 19:51 - #6Articolo fuorviante e incorretto. In realta’ il sistema ePub (e ancora meglio quello Kindle) ha grandi vantaggi sui libri tradizionali. Sincronizzandosi con un server centrale, posso leggere ebooks sul mio Kindle, iPhone, o in ufficio nella pausa pranzo se avessi voglia: e li riprendo sempre esattamente dove sono arrivato, posso vedere in linea note e appunti presi leggendo e altro.
L’idea di rendere illegale la DRM e’ ridicola. Le regole del “possesso” e di “bene” dipendono ovviamente dal tipo di possesso e dal tipo di bene. L’errore e’ continuare a considerare atomi e bits come equivalenti. Ci sono dei vantaggi nel libro tradizionale, ed altri nel libro digitale. Per piacere cerchiamo di pensare in modo piu’ approfondito alla questione.
clauderouges
19 ott 2010 - 21:01 - #7Il DRM a mio parere è una pratica che ha il solo vantaggio di tutelare le tasche degli editori. E’ estremamente scomodo per i lettori, che si trovano a non poter leggere qualsiasi libro su qualsiasi lettore (ad esempio il Kindle è tagliato fuori in molti casi). Io sarei favorevole ai Social DRM, quei DRM cioè che recano al loro interno un identificativo dell’acquirente ma non vincolano la conversione in altri formati o la lettura su più apparecchi.
lordmax
20 ott 2010 - 13:53 - #8@ryo
Se il DRM è applicato in modo corretto non funziona lo stamp. ^___^
@Paolo666
Confondi formato con sincronizzazione. l’ePub e il più vecchio mobi non hanno nulla a che fare con la possibilità di sincronizzazione del tuo libro fra più device.
La sincronizzazione dipende dal fatto che i libri sono ospitati su un server online. Se non hai connessione non hai sincronizzazione.
E la sincronizzazione si può ottenere anche con openoffice e persino con un testo txt perché si basa sempre su un documento xml esterno.
Sono d’accordo con te che è una gran cosa ovviamente. ^___^
-Ryo-
21 ott 2010 - 00:37 - #9@lordmax
Il modo per fare uno screenshot lo si trova sempre. :)
paolo666
31 ott 2010 - 18:03 - #10@lordmax: non confondo. La sincronizzazione è un servizio offerto da Amazon in cambio dei proventi garantiti dalla DRM. Come si dice dalle mie parti “no such thing as a free lunch”. Il libro elettronico apre delle possibilità che il tradizionale non aveva, e ha insiti degli obblighi che con il tradizionale venivano risolti in altro modo. Non si può sempre continuare a giudicare un prodotto e un fenomeno culturale di mercato nuovo con dei criteri tradizionali. Tutto qua.
iness
01 nov 2010 - 18:11 - #11il problema di per sè è il libro digitale.
paolo666
10 nov 2010 - 01:33 - #12@iness: problema? Tutt’altro. E comunque è dire che è un problema l’esistenza della TV. Esiste, punto. Deal with it.