A me m’ha fregato il noir…li avessi letti, sti cavolo di noir, con buone probabilità ne avrei anche scritti…E, corollario finale, avrei venduto qualcosa, chi lo sa…tutto ciò che non è noir o poliziesco o thriller o giallo o fenomeno generazionale tira poco dalle nostre parti, tira molto meno che le patatine.
Cosa succede quando incontri un libro che ti spiega cosa sta succedendo alla tua vita? E perchè, a un certo punto, non si riesce più a fare a meno di leggere? Chi ci trasmette, e come, questa ‘passione’ così insolita (nel nostro Paese)?
Ognuno di noi lettori Doc avrebbe la sua personalissima storia da raccontare. Una storia che non può prescindere da circostanze di vita irripetibili: l’incontro con un compagno di leva, le discussioni a perditempo con il collega ‘Buon lettore’ che ci regala tutti i volumi che lui non può più ospitare a casa sua per mancanza di spazio.
Questi e altri episodi vengono raccontati dagli autori (lettori-giovani scrittori) di Libro sui libri. 9 racconti sull’esperienza della lettura, edito da Lupo (collana Coolibrì). Io ci ho ritrovato delle frasi ‘ da manuale’ su questa misteriosa ‘dipendenza’.
C’è il tipico ‘Lettore Tardivo’, come G. L. D’Arcangelo, a cui manca il fattore ‘ereditario’, che non ha mai colto ‘l’idea di lettura come piacere durante l’infanzia…neppure a livello epidermico’, e su cui non hanno effetto neanche le ‘fiacche’ intimidazioni degli insegnanti.
E poi? E poi arriva Il Lamento di Portnoy di Roth, e scoppia la passione, un libro ’sbriciolato dall’inizio alla fine in un solo pomeriggio…la prima lettura in cui un viscerale divertimento accompagnò il frusciare d’ogni pagina voltata, fino a che non fu più possibile distinguere tra ambiente reale e immedesimazione nel libro”.
E chi come Eva Clesis invece si appassiona ai libri per i continui traslochi, che ti portano sotto gli occhi tutti i bei volumi nascosti nella libreria di famiglia, che per il resto dell’anno guardavi con sospetto come il baubau delle favole, e a un certo punto invece “guardandola in faccia…al diavolo, decidi tu una volta…alla fine siamo rimasti io e te”. E quindi “la tua introversione, la tua incipiente confusione mentale e la curiosità per il mondo…ti spingono al primo approccio letterario”.
Come ha fatto, invece Nadia Terranova, ‘una bambina che aveva imparato a leggere da pochi anni a divorare duecento pagine nelle sole due ore in cui la zia russò”, riuscendo a finire in un sol colpo, a 8 anni, Il diario di un’ancella di Margaret Atwood?
C’è la lettura frettolosa di (alcune) donne – scrive Elisabetta Liguori -che dopo anni di lettura bulimica hanno dovuto smettere d’un botto – per vivere, per innamorarsi. Succede, succede, a volte le astinenze sono necessarie (questo lo aggiungo io). Tanto si sa, per recuperare c’è sempre tempo, come per le diete, e “domani leggerò ancora e per altre ragioni, ma mai abbastanza e abbastanza in fretta”.
Da non perdere il questionario del ‘buon lettore’ di Giuseppe Braga, per arrivare all’unica conclusione inevitabile per tutti noi rosi dal ‘tarlo’, sintetizzata da Rossano Astremo: “E’ un inferno. Più i giorni passano più lo spazio della mia piccola casa tende a restringersi. Libri su scaffali, libri su mensole, libri in camera da letto, libri in cucina, libri in bagno, libri ovunque. Sono un tossicomane e so che la guarigione è solo un lontano miraggio”.
AA.VV.
Libro sui libri. 9 racconti sull’esperienza della lettura
a cura di R. Astremo
Lupo ed.
14 euro
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