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Gli Incendiati di Antonio Moresco

Pubblicato: 15 ott 2010 da Roberto Russo

Gli Incendiati di Antonio MorescoGli Incendiati di Antonio Moresco è un romanzo che divide nettamente le opinioni: o piace o non piace. Se fate un salto su aNobii ve ne renderete subito conto. Io mi colloco tra coloro a cui il romanzo non è piaciuto.

Dopo un avvio strepitoso, quasi alla Jack Kerouak di On the road, l’autore si perde… per strada, è il caso di dire, portando avanti una trama tanto esigua quanto inverosimile: una donna misteriosa sconvolge la vita, già allo sbando, del protagonista. Questi si darà alla sua ricerca disperata e, una volta trovata, vivrà con lei avventure deliranti, tra sussulti porno e derive horror.

Il romanzo – che, lo ammetto, è sorprendente nella sua follia – ha una debolezza di fondo, a mio modo di vedere: un forte intento morale che nel corso della lettura diventa sempre più forte (come, per esempio, la villa del cacciatore di schiavi, piena di miliardari vecchi che fanno sesso con donne giovanissime alla ricerca di gloria).

Il paese dove vivevo era fottuto, tutto il mondo era fottuto. C’erano solo delle strutture che lottavano le une contro le altre per succhiare ciò che restava del midollo del mondo. Tutta la vita era sotto la cappa della morte. Uomini e donne perpetuavano la menzogna dell’amore. Andavano in giro inalberando i vessilli dei loro volti morti.

L’autore – dilungandosi in descrizioni ripetitive e utilizzando più volte le stesse espressioni e immagini - sfoggia un’orrenda visione dell’amore e della donna, in chiave idraulico-escrementizia, che francamente disgusta e avvilisce. Lieto di leggere pareri totalmente in disaccordo con me.

Su Booksblog trovate un altro punto di vista sul romanzo di Moresco nel post di Andrea Coccia.

Antonio Moresco
Gli Incendiati
Mondadori, 2010
ISBN 9788804601319
pp. 181, euro 18,50

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2 commenti

Commenti dei lettori

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  • Juri testa

    15 ott 2010 - 17:53 - #1
    0 punti
    Up Down

    Cosa mi è piaciuto di questo libro? il fatto di aver saputo mescolare generi diversi (thriller americano, romanzo fantastico e fantascientifico, romanzo d’amore) come raramente succede; certo, ci sono delle scene forse un po’ banali (lei, con un cappotto e un mitra, che va a salvarlo in un parcheggio, le figure un po’ tipicizzate dei “cattivi”), ma la bravura di moresco, secondo me, è stata quella di inserire questi tratti in un discorso molto più ampio sul potere, con una tensione di stile eccezionale. Parlare di scene pornografiche mi sembra molto riduttivo (anche l’ultimo Roth ha delle scene di sesso spinto, ma nessuno si sognerebbe di definirle pornografiche!), perché il sesso, in questo libro, diventa un simbolo (quanto è diverso il modo di fare sesso dei due protagonisti rispetto a quello dei trafficanti russi? e si potrebbe andare avanti con i parallelismi e i significati). Cosa vuol dire una precisamente una visione “idraulico-escrementizia” della donna? il loro sesso è liberazione, protesta. Moresco è sempre attento al bios, ai dettagli legati al corpo, perché per lui sono il significato massimo della vita, della forza rigenerativa che da essi si può sprigionare.
    Tu definisci moralismo quello che per me è denuncia, fatta con le armi raffinate del suo stile; è un po’ fine a se stessa e semplicistica? può darsi, ma averne di queste semplificazioni… magari c’è

  • Profilo di robo_

    robo_

    15 ott 2010 - 18:03 - #2
    0 punti
    Up Down

    Grazie, Juri testa, del tuo punto di vista, “alternativo” alla mia impressione del libro. Un giorno (molto lontano, eh!) lo rileggerò e terrò presente le tue annotazioni ;)

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