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La pigrizia dei lettori italiani: un punto a sfavore delle piccole librerie

Pubblicato: 07 ott 2010 da sara

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Il titolo si riferisce ai dati diffusi dall’Aie sulle abitudini di lettura degli italiani: crescono infatti gli acquisti nelle librerie (+2,5%) e in maniera superiore a questa media gli acquisti nelle grosse librerie di catena (+4,3%).

Dati incoraggianti anche per la vendita on line (+13%). A risentire del calo generale del settore, che si attesta intorno al 4%, sono soprattutto le librerie a conduzione familiare (-2,2%).

Perchè imputo alla pigrizia dei lettori la crisi delle piccole librerie? Dipende secondo me dalle responsabilità del lettore, di cui avevamo già parlato: noi italiani leggiamo poco e soprattutto leggiamo male. Ci buttiamo sui best seller e sui soliti noti. Magari scegliamo i libri direttamente dalla top ten dei più venduti sui portali online.

Ci affidiamo alle ‘vetrine’ di librerie virtuali o reali. E’ forse una colpa? Non ha ognuno diritto di leggere, come direbbe Pennac, quello che gli pare? Non è una colpa, è solo che il fenomeno delle letture di cattiva qualità ha delle ricadute sulle librerie storiche e indipendenti, perchè dietro le scelte di un libro c’è una scelta ‘pigra’ dei volumi che si vogliono leggere.

Come giudicare altrimenti una scelta che si fa in base alla ‘vetrina’ degli ultimi best seller (o dei soliti noti)? E’ questo il motivo per cui si sceglie di comprare nelle grandi catene (che ti fanno pure quei 2-3 euro di sconto).

Mancano fonti autorevoli che sappiano consigliare letture di qualità: circoli letterari, trasmissioni radiofoniche (ne abbiamo troppo poche in confronto alla Germania ad esempio) dedicate all’editoria, riviste di critica letteraria che limitino il fenomeno per cui i lettori si fanno guidare da strategie di marketing.

Sempre più spesso sento dire dai librai indipendenti di Roma “che ormai i best seller li devi avere tutti, perchè c’è gente che entra solo per quelli”, e a loro devi fare spazio, per sopravvivere economicamente.

Foto | Flickr

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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • Roghialdo

    07 ott 2010 - 15:55 - #1
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    Ma questo si chiama Libero Mercato. Marketing. Economia. Ognuno fa le sue scelte. Mettere in vetrina una copia di un best seller non significa mica che dentro ci siano solo libracci.
    Mi sembrano una serie di considerazioni esageratamente pregiudiziate, tendenziose e semplicistiche.

  • ludo_ii

    07 ott 2010 - 17:07 - #2
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    Non siamo solo noi italiani a leggere i best seller e i soliti noti. Nel Regno Unito si legge di più, ma anche lì con maggior facilità si vedono persone leggere Ken Follet anziché William Golding. Ho utilizzato di proposito due nomi noti ed entrambi ascrivibili all’età contemporanea, non intendo nemmeno incominciare un discorso sui classici del passato. Negli Stati Uniti è lo stesso: i più avidi lettori tendono a ‘divorare’ soprattutto letteratura contemporanea… mai letto qualche blog di appassionati di Young Adult? In Italia è più o meno lo stesso.

    Lo studio di questi fenomeni penso vada al di là dell’analisi delle strategie di marketing che - ricordiamoci - non crea bisogni, bensì soddisfa quelli già presenti o latenti nelle persone.

    Concludo con un aneddoto. Stamane ho girato sei librerie della mia città - tra store facenti parti di catene ed esercizi a conduzione familiare - e non c’è stato verso di trovare La badessa di Castro di Stendhal (ma sarebbe forse stato lo stesso per il Lucien Lewven). Finirò per ordinarlo online perché è più comodo e i tempi sono brevi. Riflettendoci: come dare torto a chi ha deciso di non tenerlo tra gli scaffali? Gli eroi di Stendhal non sono esattamente quelli che il lettore contemporaneo - che poco sa o si ricorda della letteratura francese del XIX secolo - si aspetta di trovare in un romanzo ed è già abbastanza difficile vendere le copie de Il rosso e il nero e de La certosa di Parma.

  • ludo_ii

    07 ott 2010 - 17:25 - #3
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    Ah, Sono stata sciocca a non rileggere il mio post! Quello che volevo dire sulle letture degli statunitensi è che anche loro tendono a leggere i soliti noti e i best seller e quello che va per la maggiore; non intendevo parlare di letture contemporanee contrapponendole, in qualche modo, a quelle del passato.

  • konradin

    10 ott 2010 - 11:43 - #4
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    Mi inserisco con qualche giorno di ritardo per dire che secondo me in Italia il problema non è la vendita o meno del best-seller (che avviene in tutto il Pianeta ovviamente, anzi credo che l’Italia - come al solito - non sia il mercato principale, né influenzi le tendenze più di tanto), ma è proprio quella “pigrizia” dell’articolo.
    Non è semplicemente pigrizia: è anche poca passione, poco “prendere sul serio” la lettura. Da noi si ha spesso la sensazione che la lettura sia per pochi, che la maggior parte delle persone preferiscano fare altro.
    C’è anche una certa fiacchezza diffusa poi, manca vitalità, e tutte queste cose insieme deprimono i lettori appassionati. Gli svedesi non hanno avuto esitazioni a pensare di farsi i soldi coi noir. Per noi il libro è invece solo da sovvenzionare tramite contributi statali.
    NON CI CREDIAMO. Questo è il problema degli italiani (non solo per quanto riguarda i libri).

  • Profilo di libreriagolconda

    libreriagolconda

    13 ott 2010 - 12:50 - #5
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    Ciao,
    in controtendenza a quanto giustamente riportato nell’articolo, volevo segnalarvi come, in un atto di follia, o, semplicemente, di idealistico tentativo di sovvertire un minimo questa tendenza, ho da qualche giorno aperto una piccola libreria indipendente a Bologna.
    Sto cercando di puntare molto sull’interazione coi lettori, di “vincere” l’imperante pigrizia: sul sito della libreria ho proposto un blog in cui recensire quel che si legge (con possiiblità di farlo su una lavagnetta anche all’interno del negozio) e, addirittura, di avere sconti su eventuali acquisti successivi se si partecipa attivamente alla recensione/diffusione della cultura del libro.
    Spero, nel mio piccolo, di aiutare l’inversione di tendenza sperata.
    Se vi va, date un’occhiata al mio progetto: www.golconda.it.
    Ciao!

  • Profilo di iness

    iness

    01 nov 2010 - 18:54 - #6
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    bisogna anche analizzare la questione da un altro punto di vista. leggere è importante, oltre che piacevole e divertente, e su questo penso non ci piova. quindi, se una qualsiasi persona si avvicina alla lettura attraverso un libro noto o un best seller ben venga no?? che male c’è? anche perchè ciò potrebbe contribuire all’estendersi dell’interesse dell’individuo, portandolo alla conoscenza di altri scrittori e libri. qualsiasi sia la chiave che può aprire al meraviglioso mondo dei libri è ben accetta, poi si migliora:)

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