La classifica dei libri più venduti

La classifica dei libri piÃ�¹ venduti Cosa dimostra la classifica di questa settimana? Che il grosso dei lettori sceglie i libri a seconda del tam tam che li circonda. Il che non rappresenta certo una scoperta, però dà un'idea tangibile del funzionamento del mercato libraio. Altrimenti non si spiegherebbe la prima posizione della "Solitudine dei numeri primi", di Paolo Giordano, e della seconda posizione di Elizabeth Gilbert, con il suo "Mangia, prega, ama", un libro che se non ci fosse Julia Roberts in copertina avrebbe venduto sicuramente meno.

Ma il cinema non pare essere l'unico motorino d'avviamento dell'ormai ingolfato mercato libraio. Evidentemente il grande pubblico rimane colpito anche dai risultati dei premi letterari, se è vero che Michela Murgia, col suo "Accabadora", conquista la terza posizione. Certo, il prestigio che deriva dalla vittoria di un premio (che sia lo Strega, il Campiello, o...) non ha più ripercussioni tanto in ambito strettamente letterario (anzi, c'è chi sostiene il contrario), ma tant'è, ne prendiamo atto come una delle più consolidate dinamiche della postmodernità (o di quel che è) legate al libro.

A confermare questa legge arcinota ci sono (manco a dirlo) i due vincitori del premio Strega (perché sembra che l'abbiano vinto entrambi): in nona posizione "Acciaio" di Silvia Avallone e all'ultimo posto Pennacchi con "Canale Mussolini". Ma oltre ai libri-cinema e ai libri-premio, non pare esserci molto altro, eccetto il bestseller cardinalizio (arcivescovile) di Dionigi Tettamanzi ("Santi per vocazione", sesto posto).

Il resto è tutta una macchina da megaseller: Sophie Kinsella perde qualche posizione (il suo "I love mini-shopping" è ottavo), torna Camilleri con le "Intermittenze" (con Mondadori raramente sfonda la classifica nella prima settimana: quarto posto), e in più, entra in classifica Coelho, con le "Valchirie" (quinto; ci sembrava strano , la settimana scorsa, che lo scrittore brasiliano non fosse salito subito nelle prime posizioni).

Rimane "l'isola saggistica" di Augias, che con "I segreti del Vaticano" occupa la settima posizione. Dunque, scrittori esordienti e affermati, qualche regola per sfondare: 1. Scrivere un romanzo pensando alla sua trasposizione cinematografica (quindi: a) niente bizze linguistiche; b) è necessario inserire una storia d'amore; c) meglio che ci mettiate anche un morto; d) pensate che il film tratto dal vostro libro dovrà essere visto in tutto il mondo, dunque meglio se c'è uno scenario internazionale, magari alternato a qualche scena "molto italiana"; e) evitate inutile e virtuosistiche digressioni (ci vogliono fatti, ci vuole azione) f) mentre scrivete ascoltate musica, potrà conciliarvi questo tipo di scrittura e potrà essere la colonna sonora del vostro prossimo film.

Foto: Flickr

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